Anatomia del miracolo

Le Bleu Miraculeux

FRANCIA, ITALIA - 2017
2,5/5
Anatomia del miracolo
Napoli. Una Vergine con un livido sulla guancia che genera miracoli. Intorno a lei ruotano tre personaggi femminili che non si incontrano mai, ma che di lividi interni se ne intendono. Giusy, una ragazza in sedia a rotelle che non ha mai ottenuto il miracolo ed è diventata atea, libera di spirito e antropologa esperta in culti mariani. Fabiana, una transessuale a capo di un gruppo di fedeli della Vergine in un quartiere popolare del centro città. E Sue, una pianista coreana in cerca di una nuova direzione da dare alla propria vita, insegnando la musica ai bambini in difficoltà in un luogo città così distante dalla sua cultura di origine. Ognuna con le proprie ferite intime e la loro personale ricerca del "miracolo.
  • Durata: 83'
  • Colore: C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Specifiche tecniche: DCP
  • Produzione: ALESSANDRO BORRELLI, ANTONIETTA BRUNI PER ZEUGMA FILMS, LA SARRAZ PICTURES, ARTE FRANCE CINÉMA
  • Distribuzione: LA SARRAZ PICTURES DISTRIBUZIONE
  • Data uscita 13 Novembre 2018

TRAILER

RECENSIONE

di Giulia Lucchini


Protagonista di questo film è la Madonna dell'Arco. Una Vergine con un livido sulla guancia che genera miracoli. Situata a Napoli è lei a fare da filo conduttore a questa pellicola diretta da Alessandra Celesia. Da sempre interessata alle persone, alle loro fragilità e alla loro umanità questa volta la regista ci porta sullo schermo i ritratti di tre personaggi femminili che non si incontrano mai, ma che di lividi interiori se ne intendono. 


C'è Giusy, una ragazza che sta da trent'anni sulla sedia a rotelle, immobile dalla nascita. Lei vive di fronte al santuario della Vergine e la vede da qualsiasi finestra della sua casa. Si domanda perché questa condizione di vita sia toccata proprio a lei e perché Dio, che è qualcosa di onnipotente e onnipresente, è dispensatore di miracoli, non con lei. Si risponde che forse come la Madonna non sarebbe più riconoscibile senza il suo livido allo stesso modo lei non lo sarebbe più senza le sue ferite. Poi c'è Fabiana che di notte si prostituisce, mentre di giorno è a capo di un'associazione di fedeli della Vergine. Per questa transessuale questa Madre dolorosa è ciò che ha di più caro. Infine c'è una pianista coreana di nome Sue che vorrebbe tanto rimanere incinta, ma non ci riesce. Alla Vergine proverà a chiedere il miracolo della maternità che la vita le ha negato.


Senza copione e senza storyboard di partenza questo documentario lascia spazio all'improvvisazione e alla vita vera, ma risente proprio di questo suo effetto verità a tutti i costi. A parte la bella musica di sottofondo, Anatomia del miracolo in sostanza è un film troppo slegato e senza un filo conduttore che riesca a tenere la storia e per capire il senso dell'operazione ci vorrebbe anche qui un miracolo.




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