Ana, mon amour

ROMANIA, GERMANIA, FRANCIA - 2016
2,5/5
Ana, mon amour
Toma e Ana si incontrano nel corso degli studi di letteratura. Ana è affetta da un lieve disturbo neurotico e soffre di attacchi di panico. Toma segue Ana in ogni angolo buio in cui lei finisce e litiga con i genitori della ragazza quando questi la rifiutano, accettando di diventare come un padre per lei e di sposarla, prendendosene cura. Toma è convinto di avere sotto controllo la loro relazione, ma in realtà si prende semplicemente cura di una donna che non riesce a comprendere, spingendo la propria resistenza al limite nel tentativo di salvarla. Tuttavia, quando Ana riesce a superare le sue paure e si adatta al mondo esterno, Toma si ritrova da solo a mettere insieme tutti i pezzi del puzzle, sforzandosi di capire la tempesta che ha attraversato.
  • Durata: 127'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: ispirato al romanzo "Luminita mon amour" di Cezar Paul Badescu
  • Produzione: CALIN PETER NETZER, OANA IANCU PER PARADA FILM, IN COPRODUZIONE CON AUGENSCHEIN FILMPRODUKTION, SOPHIE DULAC PRODUCTIONS

RECENSIONE

di Emanuele Rauco

Poche volte come in Ana mon amour, il film di Čalin Peter Netzer in concorso a Berlino 67, la psicoanalisi informa l’intero processo narrativo e cinematografico del film diventando una seduta lunga 127’ raccontati per associazione di idee, salti temporali proprio come durante il racconto di una vita dal lettino.

Questa vita è quella di Toma che racconta del suo rapporto con Ana, una ragazza piena di problemi psicologici e familiari sull’orlo della pazzia e della loro complessa e tormentata storia d’amore. Netzer (autore della sceneggiatura con Cezar Paul Bădescu e Iulia Lumânare), che ha già vinto un Orso d’oro 4 anni fa con Il caso Kerenes, sceglie la via del dramma in prima persona e mostra una notevole disinvoltura narrativa nel mescolare i piani e dare a questo rimescolamento un senso che non sia solo talento drammaturgico.

Procedendo come in un puzzle in cui ogni pezzo è connesso al precedente e al successivo solo in termini concettuali, Ana non amour riesce a riflettere su quale ruolo svolgano le istituzioni – familiari, religiose, mediche, sociali o politiche – nella crescita della psiche, nelle distorsioni di una mente, toccando momenti da preciso affresco nazionale dentro la cornice di una storia d’amore dissezionata. Ma dopo poco più di metà film in cui Netzer gioca con le ellissi e le aspettative dello spettatore, cova sempre più il sospetto della maniera, del meccanismo che prevale su tutto: sospetto che la “svolta” mélo conferma in piena.

Non ci sarebbe niente di male, anzi film come Il mio re di Maïwenn o CinquePerDue di Ozon mostrano come la dissezione anti-cronologica di un amore sia materiale ottimo, ma Netzer così facendo si adagia sugli elementi più facili del suo racconto, sembra voler utilizzare il suo talento di narratore come escamotage per accalappiare lo spettatore, gioca di furbizia e pigramente tralascia la profondità e nel finale gioca anche sporco. Oltre alla considerazione che lo stile fatto di macchina a mano sempre in movimento e inquadrature molto ravvicinate diventa quasi un atto di voyeurismo (scene di sesso realistiche con tanto di eiaculazione e non solo) più che di nervosa analisi. Svelando anche al negativo una certa maniera del cinema rumeno.

NOTE

- REALIZZATO CON IL SUPPORTO DI: CENTRUL NATIONAL AL CINEMATOGRAFIEI ROMÂNIA, EURIMAGES, CREATIVE EUROPE PROGRAMME-MEDIA OF THE EUROPEAN UNION; CON LA PARTECIPAZIONE DI: FILM-UND MEDIENSTIFTUNG NRW, AIDE AUX CINEMAS DU MONDE-CENTRE NATIONAL DU CINEMA ET DE L'IMAGE ANIMEE-MINISTERE DES AFFAIRES ETRANGERES-INSTITUT FRANÇAIS, HBO ROMÂNIA, STUDIO VIDEO ART, WATCH ME PRODUCTION, WEFADETOGREY, ARRI RENTAL DEUTSCHLAND; COFINANZIATO DA: ORANGE ROMÂNIA, NEXT ADVERTISING, MCCANN BUCHAREST, DEDEMAN, OMD, LAY'S, DACIA, TUBORG, VODAFONE ROMÂNIA, JYSK ROMÂNIA, UNITED MEDIA, BDG IMPORT, CARANDA BATERII, OMV PETROM, ROSAL; PARTNER: AQUA CARPATICA, BOROMIR, BRISTOT, ELOS BEAUTY CENTER, NOUMAX, MOBEXPERT, ZITEC COM, PIZZA HUT, MON CAFE, LAURA UNLIMITED.

- ORSO D'ARGENTO AL MIGLIOR CONTRIBUTO TECNICO PER IL MONTAGGIO DI DANA BUNESCU AL 67. FESTIVAL DI BERLINO (2017).

CRITICA

"Sceneggiato dal regista con Cezar Paul Badescu e lulia Lumânare, il film sa alternare momenti intimisti ad altri in cui i due protagonisti sembrano farsi carico delle diverse facce della Romania, da una parte schiacciata da un passato di errori (e orrori) che non sembra capace di dimenticare - come succede a Ana - dall'altra divorato da ambizioni che finiscono per diventare frustrazioni perché impossibili da concretizzare (...). Solo nella parte finale, grazie alla figura di uno psicologo (Adrian Titieni), il film sembra propendere per l'introspezione psicologica, ma ancora una volta la volontà di non attribuire colpe o ragioni lascia lo spettatore come sospeso di fronte al quadro di un fallimento che non può essere solo individuale." (Paolo Mereghetti, ´Corriere della Sera´, 18 febbraio 2017)
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