Amori e vendette

The Revengers' Comedies

GRAN BRETAGNA - 1997
Amori e vendette
L'aristocratica Karen è stata piantata dal suo amante. L'educato Henry Bell è stato licenziato dal posto di lavoro. In una notte di pioggia entrambi meditano di buttarsi nel Tamigi dal Tower Bridge. Ma Henry sente Karen gridare, la salva, insieme vanno in un bar e si raccontano le rispettive storie. Tutti e due hanno qualcuno da incolpare per le loro situazioni, e così Karen decide che da quel momento penseranno alla vendetta, scambiando i rispettivi ruoli. Henry viene accompagnato nella grande casa di campagna, dove dovrà darsi da fare per conquistare Imogen Staxton-Billing, la moglie dell'ex amante di Karen. Lei, a sua volta, parte per Londra e si fa assumere come segretaria di Bruce, ex capoufficio di Henry. Nell'incontrare Imogen però, Henry se ne innamora e i successivi incontri che ha con lei rafforzano questo sentimento, per cui Henry comincia a rimpiangere di aver accettato l'accordo di eliminazione dei partner. Goffo e mal consigliato, Henry si trova ad offendere pesantemente Anthony, marito di Imogen, che chiede soddisfazione in duello. Henry ha la meglio e Imogen, vedova, si consola con lui. Karen, che nel frattempo ha distrutto la famiglia e la carriera di Bruce, scopre la relazione e, in un impeto di follia, dà fuoco alla casa e viene creduta morta. Henry e Imogen decidono di sposarsi, ma il giorno del matrimonio all'organo c'è una vecchietta che somiglia stranamente a Karen.
  • Durata: 88'
  • Colore: C
  • Genere: GROTTESCO
  • Tratto da: testo teatrale di Alan Ayckbourn
  • Produzione: SIMON BOSANQUET
  • Distribuzione: ACADEMY PICTURES - MEDUSA VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1997.

CRITICA

"Svelta e piacevole commedia inglese, intrisa di sottile, perfido umorismo macabro, in debito sia con Capra ('La vita è meravigliosa') sia con Hitchcock ('Delitto per delitto'), meno caramellosa del primo modello e senza la tensione del secondo. Gli interpreti stanno al gioco con classe, specie la fascinosa Kristin Scott-Thomas". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 19 ottobre 2001)
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