Amori e veleni

ITALIA - 1949
Cristina di Svezia è a Roma, ospite di un cardinale che spera di convertirla al cattolicesimo. Una sera, dopo una faticosa partita di caccia, Cristina, col suo seguito, domanda ospitalità al Duca di Cerio, che da poco è giunto nel suo castello con la giovane moglie Anna Maria. Santinelli, capitano delle guardie della regina, e suo favorito, s'innamora pazzamente della giovane duchessa. Questa passione desta naturalmente la gelosia della regina. Della situazione approfitta la cognata della duchessa, ansiosa di sbarazzarsi d'Anna Maria, il cui matrimonio col duca ha tolto al proprio figlio ogni speranza d'eredità. Con la complicità del barone d'Aversa, essa avvelena il duca, facendo in modo che Anna Maria sia ritenuta colpevole del veneficio. Arrestata e caduta in mano del barone d'Aversa, la giovane vedova viene condotta al castello dei Cerio, dov'è esposta all'odio micidiale della cognata. Saputala in pericolo, Santinelli accorre in suo soccorso e incontrato il d'Aversa, l'uccide. La cognata tenta di pugnalare Anna Maria, ma il figlio di lei si frappone e riceve il colpo destinato alla duchessa. Cristina rinunzia all'amore di Santinelli e parte per la Francia.

CAST

NOTE

- DIRETTORE DI PRDUZIONE: ALDO QUINTI.

- AIUTO REGISTA: ALDO QUINTI.

CRITICA

"Nulla da dire sul classico mattone di cappa e spada intitolato "Amori e veleni", che Giorgio Simonelli ha realizzato con tutti gli ingredienti del caso: passioni, duelli, rivalità e via dicendo". (Anonimo, "Rivista del Cinematografo" n. 2 del 1951).
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