Amore & altri crimini

Ljubav i drugi zlocini

GERMANIA, SERBIA, AUSTRIA, SLOVENIA - 2008
3/5
Amore & altri crimini
Belgrado. La trentenne Anica, sentimentalmente legata a Milutin, un malvivente a capo di una piccola banda locale, sente che è arrivato per lei il momento di mettere in atto il piano da tempo studiato per cambiare finalmente vita: rubare la 'cassa' del suo compagno e fuggire in Russia. Tuttavia, proprio quando è pronta per spiccare il volo, Anica riceve una dichiarazione d'amore inaspettata...
  • Altri titoli:
    Love and Other Crimes
    Amore e altri crimini
    Liebe und andere Verbrechen
  • Durata: 105'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM (1:1.85)
  • Produzione: COIN FILM, ART & POPCORN, STUDIO ARKADENA, AMOUR FOU, WDR, ORF FILM, THE MATCH FACTORY
  • Distribuzione: RIPLEY'S FILM (2009)
  • Data uscita 19 Giugno 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Dal Panorama della Berlinale 2008, arriva in sala il drammatico Amore & altri crimini (Ljubav i drugi zlocini), opera prima del 32enne regista serbo Stefan Arsenijevic co-prodotta da Germania, Austria, Serbia e Slovenia. Protagonista è Anica (Anica Dobra), che vive male a Belgrado: ha una storia nonsense con un boss (Milutin interpretato da Fedja Stojanovic) di quartiere decaduto, che decide di rapinare - col suo placet - per darsi alla fuga. Amore & altri crimini - titolo stupendo - racconta il giorno precedente, quando Anica avrà una sorpresa (?) dal braccio destro di Milutin, il "ragazzino" Stanislav (Vuk Kostic), che la guarda e la ama da sempre.
L'amore - anzi gli amori - c'è, si vede ma non è mai prevalente: fa coppia fissa, questo romantico, con il gangster movie, pur senza esaurire il corpo e il senso del film. Un film sull'impasse della fuga, un on the road da fermo, che trova in una fetta di Belgrado la guerra che (non) è finita in Serbia e le sue macerie: corruzione, criminalità, ferite, ricatti e armi che sbucano ovunque. Non rimane che dare l'addio, ma ci sono gli imprevisti, alla lettera A di amore. Triste, con lampi di euforia, Amore & altri crimini non fa gridare al miracolo, ma nemmeno allo scandalo, utilizzando, viceversa, il silenzio per dire il dopo Milosevic. Desolante.

NOTE

- IN CONCORSO AL 58MO FESTIVAL DI BERLINO (2008) NELLA SEZIONE 'PANORAMA SPECIAL'.

- PRESENTATO ALLA IV EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (2009) NELLA SEZIONE 'LA FABBRICA DEI PROGETTI'.

CRITICA

"Benvenuta la rivelazione di questo regista serbo nato nel '77. (...) Il regista ha scelto un tono, che non tralascia scorci di tristezza e squallore ma privilegia ironia e disincanto." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 19 giugno 2009)

"E' il contrasto il segno migliore di 'Amori & altri crimini0: romanticismo dentro la malavita, humour e leggerezza in un momento storico drammatico per l'ex Jugoslavia, calore umano dentro una città livida, un futuro di legalità e consumismo per Belgrado che sembra più triste di un passato dove i gangster erano simpatici eroi del popolo. Dal trentaduenne Arsenijevic, cortista molto premiato già a 25 anni, arriva un esordio nel lungometraggio di notevole maturità e intelligenza. Nella vita la splendida protagonista Anica Dobra ce l'ha fatta a lasciare Belgrado. Ora fa l'attrice più che altro in Germania. Proprio come la Schygulla." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 19 giugno 2009)

"Titolo paradossale, 'Amore e altri crimini' acquista senso dal desolato contesto in cui si svolge questa triste ballata di sentimenti perduti o in via di perdersi. Girato con crepuscolare delicatezza fino a un drammatico colpo di pistola e molto bene recitato, l'esordio del documentarista Stefan Arsenijevic dimostra che artisticamente nella straziata Serbia qualcosa si muove." (Alessandra Levatesi, 'La Stampa', 19 giugno 2009)

"Siamo tra i grigissimi caseggiati di una Belgrado che sembra Scampia, non in un film hollywoodiano dove caratteri e situazioni analoghe brillerebbero stereotipati. Anche qui c'è una pistola che prima o poi dovrà sparare, ma contano gli intensi attimi verosimili di vite sbagliate: tragedie inesplose, sottolineate dalle accanite note di 'Besame Mucho'. La figlia del padrino al tramonto si rifiuta di parlare: appena può corre sul tetto, in piedi sul parapetto. Altri la rincorrono, le si affiancano. Non hanno bisogno di buttarsi per conoscere il nulla." (Alessio Guzzano, 'City', 19 giugno 2009)

"Rarefatto e ben girato, sembra un film finlandese atterrato in un quartiere di Belgrado che sembra la periferia di Milano, sulle note ossessive di una canzone messicana, inno almodovariano." (Dario Zonta, 'L'Unità', 19 giugno 2009)
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