Ammonite - Sopra un'onda del mare

Ammonite

GRAN BRETAGNA - 2020
2/5
Ammonite - Sopra un'onda del mare
Mary Anning, rinomata paleontologa autodidatta, lavora da sola sulla selvaggia e brutale costa meridionale inglese di Lyme Regis. Tuttavia, i giorni delle sue famose scoperte sono oramai alle spalle, così, per mantenere se stessa e la madre, vedova e malata, Mary va ora a caccia di ammoniti, le conchiglie fossili che vende ai ricchi turisti. Uno di questi, Roderick Murchison, arriva a Lyme per la prima tappa di un tour europeo e chiede a Mary di prendersi cura della giovane moglie Charlotte, che si sta riprendendo da una tragedia personale. Mary, la cui vita è una lotta quotidiana sulla soglia di povertà, non può permettersi di rifiutare nonostante sia orgogliosa e instancabilmente appassionata del suo lavoro. Le due donne, provenienti da mondi completamente diversi, nonostante l'abisso tra le loro sfere sociali e le loro personalità, ben presto scopriranno di potersi offrire l'un l'altra ciò che stavano cercando: la consapevolezza di non essere sole...
  • Durata: 117'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: IAIN CANNING, EMILE SHERMAN, FODHLA CRONIN O'REILLY PER SEE SAW FILMS, IN ASSOCIAZIONE CON BBC FILMS
  • Data uscita 23 Aprile 2021

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia

Nel 1840, Mary Anning (Kate Winslet), già illustre paleontologa con reperti fossili da lei rinvenuti conservati al British Museum, sbarca il lunario a Lyme Regis, costa meridionale dell’Inghilterra, recuperando e vendendo ammoniti di piccolo calibro ai turisti. Con lei vive l’anziana madre, prostrata dalla morte prematura di otto figli, in passato si è concessa, parrebbe, qualche avventura saffica, ma il presente è sordo e solitario, finché un facoltoso collezionista londinese, Roderick Murchison, non le affida la giovane moglie Charlotte (Saoirse Ronan), affinché possa ricostituirsi tra mare, aria aperta e ammoniti dalla recente crisi. Insieme, manco a dirlo, troveranno ristoro, e amore.

Opera seconda scritta e diretta dall’inglese Francis Lee (La terra di Dio), Ammonite è in cartellone alla Festa del Cinema di Roma, ed è – nella parole del regista – “un film molto personale. Un’indagine su come affrontare una relazione partendo da basi profondamente solitarie. Su come impariamo ad amare di nuovo dopo essere stati feriti. Su come possiamo essere tanto aperti da amare ed essere amati”.

Invero, questa presunta idiosincrasia è ben accordata allo Zeitgeist, all’agenda politico-ideologica corrente: più che un film, un editoriale, teso a celebrare la (auto)determinazione femminile, il women empowerment, complice la relazione tra le due protagoniste. Per liberare, ehm, il campo da equivoci, e aprirsi la strada verso un’altra statuetta, al Toronto Film Fest Kate Winslet ha visto bene di fare pubblica ammenda per aver lavorato con Roman Polanski (Carnage, 2011) e Woody Allen (La ruota delle meraviglie, 2017), ma stiamo sul film, che trova in lei e nella Ronan due discrete interpreti, stavolta non eccezionali.

Comunque, il problema non sono loro, ma Lee, e chi per lui: il film è programmatico, senza palpiti, malgrado una bella scena di sesso, e nondimeno enfatico, scopertamente metaforico, vastamente didascalico. Una tesi non servita dalla regia, dallo stile (quando arriva l’epifania londinese sul Tamigi, il film si apre per qualche inquadratura, con spreco di danaro, perché la partita era già irrimediabilmente persa).

Due gemelli diversi, Ritratto della giovane in fiamme (2019) di Céline Sciamma e The World to Come (2020) di Mona Fastvold, soprattutto il primo, pur muovendo da intenzioni e approdando a ri-soluzioni analoghe potevano bearsi, e bearci, di un lavoro visuale, drammaturgico degno di nota, viceversa, Regis apparecchia la messa cantata senza lasciare alcuna ambiguità, alcun fuoricampo attivo, alcuno spazio spettatoriale implicito, alcun senso da riguadagnare: fossilizzato, davvero.

Chicca finale, allorché Anning si reca al British Museum a vedere il proprio reperto, prima carrellata sui visitatori solo uomini, poi close-up su una statua evirata. Le rimangono solo le palle, che in misura di due danno l’esito e il voto al film. PS: agli Oscar, e ai Bafta, ci cascheranno. Intenzionalmente, ovvio.

NOTE

- SELEZIONE UFFICIALE ALLA XV FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2020).

- SELEZIONE UFFICIALE AL 73. FESTIVAL DI CANNES (2020).

- REALIZZATO CON IL SUPPORTO DI BFI'S FILM FUND.

- DISPONIBILE DAL 23 APRILE 2021 SU RAKUTEN TV.
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy