Amityville - Il risveglio

Amityville: The Awakening

USA - 2017
1,5/5
Amityville - Il risveglio
Belle si trasferisce con la famiglia al numero 112 di Ocean Avenue, nella cittadina costiera di Amityville con la madre, la sorellina Juliet e il fratello James, in coma e con un costante bisogno di cure mediche. Quando la liceale comincia a essere evitata e presa in giro dai compagni di scuola, un amico le rivela che il motivo sta proprio in quella vecchia casa coloniale in cui si è appena trasferita, che anni prima è stata teatro di un tremendo omicidio, a opera di un ragazzo guidato da sinistre voci nella testa. Per questo la gente del luogo pensa che la casa sia infestata da spiriti e orrende creature demoniache che plagiano le menti degli inquilini, spingendoli alla follia. Tormentata da spaventosi incubi notturni e vivide allucinazioni, di fronte anche alla guarigione miracolosa di suo fratello, Belle si rende conto che i racconti morbosi degli abitanti di Amityville nascondono un fondo di verità. Ogni casa ha una storia, ma questa ha una leggenda.
  • Altri titoli:
    Amityville: The Reawakening
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: HORROR
  • Specifiche tecniche: CANON C500
  • Produzione: JASON BLUM, DANIEL FARRANDS, CASEY LA SCALA PER BLUMHOUSE PRODUCTIONS, DIMENSION FILMS, MIRAMAX, PANIC VENTURES
  • Distribuzione: NOTORIOUS PICTURES
  • Data uscita 23 Agosto 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Nico Parente
A metà strada tra Shut In e Insidious (non a caso tra i produttori compare il nome di Jason Blum), Amityville – il risveglio di Franck Khalfoun sin dal titolo si presenta come un lavoro che non vive d’identità propria, tentando la formula del sequel – reboot e proponendo una rivisitazione di uno dei casi più celebri d’infestazione che ha visto coinvolti, tra gli altri, anche i coniugi Warren, veri e propri indagatori dell’incubo tornati in auge negli ultimi anni grazie a quello che è ormai stato ribattezzato The Conjuring Universe.

Belle (Bella Thorne) si trasferisce nella cittadina di Amityville, al numero 112 di Ocean Avenue, assieme alla madre (Jennifer Jason Leigh), la sorellina Juliet e il fratello James (Cameron Monaghan), in coma. Ignara di tutto, la ragazza scopre di essersi trasferita nella casa dove nel ’65 Ronny De Feo sterminò l’intera famiglia. La casa sembrerebbe essere abitata da forze malvagie, le stesse che condussero De Feo a compiere la strage. Tormentata da terribili incubi e da spaventose allucinazioni, di fronte all’improvvisa guarigione del fratello, Belle si rende conto che i racconti degli abitanti di Amityville nascondono un fondo di verità…una terribile verità.

Rivolto a un pubblico teenager, e la giovane età dei protagonisti ne è la prova, l’horror scritto e diretto da Khalfoun giustifica l’ennesimo capitolo di una tra le saghe del brivido più prolifiche ricorrendo a un pretesto religioso: a distanza di quarant’anni, come citato nella Bibbia, il Male si risveglia. Ecco quindi che, ambientando la vicenda a distanza di quattro decenni esatti dalla reale strage, ancora una volta una delle case più tristemente famose al mondo torna sul grande schermo. Gli effetti visivi risultano d’impatto e qualche spavento lo si porta a casa, ma Amityville il risveglio pecca di un continuo rimando ad altri titoli, datati e recenti (dal capostipite della saga sino a quelli già citati), non trovando una propria direzione e percorrendo sentieri già ampiamente battuti. “Chi lascia la vecchia strada per la nuova sa ciò che lascia, ma non ciò che trova” e Khalfoun sembra proprio non voler azzardare rimanendo, come i protagonisti del suo film, entro la circoscritta zona d’ombra. Posizione che probabilmente non porterà alla luce il film…

 

CRITICA

"(...) horror sagace, corto e piuttosto fastidioso (è un complimento) gioca a carte scoperte con lo spettatore attraverso la citazione del primo 'Amityville Horror' (1979) di Stuart Rosenberg, di cui si vedranno alcune immagini attraverso una visione collettiva in dvd alle 3.15 del mattino (c'è un perché). Il gioco funziona anche grazie a una grande Jennifer Jason Leigh (la mamma) sempre apparentemente 'strafatta'. Quando il cinefilo irrompe nel film, se ne cominciano a vedere di tutti i colori (...). Raramente si vede un popcorn movie così duro sul tema dell'eutanasia (la sorella all'inizio del film vuole uccidere il comatoso). Altra chicca per 'horrorofili': si prende in giro il remake 'Amityville Horror' del 2015 con eccessiva perfidia. Non era male. Ma questo reboot della saga è addirittura meglio." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 24 agosto 2017)

"Piacerà ai fan dell'horror che da qualche anno riconoscono e apprezzano il marchio «Blumhouse», una ditta americana che sta diventando pregiata nel panorama del cinema di spavento quanto fu l'inglese Hammer negli anni 50 e 60. La «Blumhouse» per intenderci è quella della serie 'II giorno del giudizio', ciclo di grande successo che rappresenta molto bene la filosofia della casa. Budget limitati, niente stelle nel cast (Jennifer Jason Leigh che fa la madre è riconoscibile solo per il pubblico tv) e idee belle e nuove. In verità non è che l'idea centrale sia nuovissima (il cinema la rimena da quasi 40 an ni). Ma sono stimolamenti le ideuzze che il copione di Franck Khalfoun dissemina prima di avviare la mattanza. Come la polemica al sistema sanitario americano (ai comatosi ci deve pensare la famiglia, inutile rivolgersi allo stato o alle assicurazioni). Come la crisi che fa accettare il luogo i prezzi stracciati (i proprietari del 1978 erano della borghesia medio alta che per installarsi nel postaccio spendeva una cifra). Come la polemica sull'eutanasia (la figlia vuol staccare la spina, la madre inorridisce all'idea). A vedere quel che succede è chiaro che il regista è dalla parte della dolce morte. E difatti per persuadere il pubblico ci dà dentro nell'ultima mezz'ora con una mano pesante come nessuno dei precedenti cantori di Amityville. Pesante, ma efficiente. Il mostro di questo capitolo 12 fa veramente paura. Impossibile che la «Blumhouse» non pensi a una parte 13." (Giorgio Carbone, 'Libero', 24 agosto 2017)

"(...) convincente Bella Thorne (...). Niente di nuovo sotto il sole, ma qualche brivido, nella prima metà, lo si prova, salvo poi sprofondare nel consueto repertorio di banalità." (Maurizio Acerbi, 'Il Giornale', 24 agosto 2017)
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