Amici per gioco, amici per sesso

Threesome

USA - 1994
Amici per gioco, amici per sesso
Destinata, per via di un errore causato dall'ambiguità del suo nome, a dividere la stanza del college con due ragazzi, la vivace Alex inizia a circuire invano Eddy, intellettuale piuttosto indeciso sulla sua sessualità, mentre respinge le avance del disinvolto Stuart. La scoperta che Eddy è vergine accende ancora di più la fantasia della giovane, ma lui comincia invece a considerare Stuart come possibile oggetto di desiderio. I tre decidono, dopo varie scaramucce senza esito, di essere solo amici e danno via ad un sodalizio fatto di cameratismo, che due conquiste occasionali di Alex e Stuart non scuotono minimamente. Costoro, per "sbloccare" Eddy, convincono addirittura Richard, il giovane omosessuale della reception, ad offrirsi all'amico, che fugge spaventato. I tre, per rasserenarsi dopo queste frustanti esperienze, decidono di fare una gita in automobile e mentre sono impegnati nei prodomi di un rapporto a tre sulla riva di uno stagno, vengono disturbati da un prete con alcuni scolaretti. Entrata in profonda crisi, Alex viene consolata e sedotta da Stuart. I due decidono di non farne cenno con Eddy, il quale, a sua volta, in uno slancio di tenerezza, ha un rapporto d'amore con la giovane, ma non è entusiasta dell'esperienza, e quindi decide di conquistare Stuart: ma costui si nega, rivelandogli il rapporto con Alex. Successivamente Alex decide di trasferirsi e lasciare il sodalizio. Anche Stuart se ne va: rimasto solo, Eddy trova una stanza singola, ma l'allegria degli amici gli manca. Trascorso del tempo, i tre amici si incontrano per la laurea, ma qualcosa è spezzato per sempre.
  • Durata: 93'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, ROMANTICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: MOTION PICTURE CORPORATION OF AMERICA, TRISTAR PICTURES
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILM ITALIA - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO (WINNERS)
  • Vietato 14

NOTE

- REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1994.

CRITICA

"Pruriginosa commedia giovanile di autore sconosciuto, al pari dei misurati interpreti, licenziosa ben oltre il limite di guardia, che finge di scavare nel disagio di una generazione per scoprirne soltanto gli altarini sessuali. L'ardito linguaggio nasconde qualche discreta battuta, il finalino moralistico aumenta la rabbia di chi ha atteso sperando in almeno una sequenza spinta". (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 12 giugno 2003)
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