Amatemi

Amatemi
La 35enne Nina viene lasciata dal marito dopo 15 anni di matrimonio. Dopo un periodo di solitudine e disperazione, il giorno del suo compleanno Nina trova la forza di reagire. Getta nello scarico del rubinetto la fede e nella spazzatura tutto ciò che le ricorda il marito, va dal parrucchiere, dall'estetista e riempie il suo guardaroba di abiti sexy. L'incontro con uno sconosciuto sarà decisivo per l'inizio di una serie di relazioni che la condurranno verso la riscoperta della propria sessualità e, progressivamente, di se stessa...
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: 35 MM
  • Produzione: ROBERTO E MATTEO LEVI PER TANGRAM FILM, MIKADO FILM, RAI CINEMA
  • Distribuzione: MIKADO
  • Data uscita 3 Giugno 2005

RECENSIONE

Faccio un film serio, anzi no. Deve aver cambiato idea in corso d'opera Renato De Maria. Archiviate atmosfere e tinte forti di Paz!, si imbarca in una storia che inizia come un dramma dell'anima, si concede sprazzi comici e culmina nel buonismo. L'Amatemi del titolo è l'appello della protagonista Isabella Ferrari. Una bella donna qualsiasi, condannata all'anonimato da una provincia troppo presa dalla sua opulenza per accorgersi di lei. La sua vita è come quella di tanti altri: una routine di cene al ristorante il giovedì, il pieno all'auto il venerdì e un impiego da annunciatrice in un centro commerciale per il resto della settimana. Tranquillizzante, finché condivisa con Pierfrancesco Favino: un amore nato sui banchi di scuola e poi ufficializzato in Chiesa appena dopo l'università. A rimettere in discussione tutto è la fine del loro rapporto. La routine diventa prigione, la provincia una cappa, il centro commerciale l'inferno. E' la parte migliore del film: fotografia, silenzi e movimenti di macchina esaltano una Ferrari in caduta libera. Annaspa, si logora, diventa fisicamente specchio del pozzo senza luce in cui sta sprofondando. A offrirle appiglio è l'amica Donatella Finocchiaro: antitesi (anche fisica) della sua apatia, la trascina in una risalita dall'obiettivo dichiarato: farle ritrovare fiducia in se stessa. Da appuntare la parafrasi da discoteca del dongiovanni Mastandrea: "Una bella donna attraversa la strada senza guardare. Perché tanto sa che tutti si fermano per lasciarla passare". E' l'inizio della fase due. Le atmosfere francesi dell'inizio si contaminano di provincialismi. La Ferrari cerca l'amore con il primo che capita. In discoteca, sulla spiaggia, quasi per caso. C'è però spazio, e fino a un certo punto anche speranza, per una virata alla Bertolucci: fra i tanti si imbatte in bel tenebroso. Un amore più intenso degli altri, che si consuma senza una parola né un nome. Da qui l'inizio della sua ricerca. Prima affannosa, poi sempre più diluita in una quotidianità che si costella di macchiette: i viscidi portieri d'albergo, l'istruttore di ginnastica imbranato, il bel sognatore che incontra in libreria. Siamo in dirittura d'arrivo: la galleria di incontri improbabili, trova composizione in un finale felliniano in cui tutti scorrono (sorridenti), come ad affermare il senso del percorso compiuto dalla protagonista. Senza rancori, da parte di nessuno, adesso potrà attraversare la strada senza guardare.
Diego Giuliani

NOTE

- FILM REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA' CULTURALI (DGC).

- REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 2004.

- IL FILM ERA STATO INIZIALMENTE VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI. LA REVISIONE MINISTERIALE DEL SETTEMBRE 2005 HA ELIMINATO IL DIVIETO.

CRITICA

"Come si riconosce un film italiano d'autore? Dal karaoke. Ossia dalla scena cruciale - arriva sempre, puoi giurarci - con il (o la) protagonista che guidando l'auto piglia a cantare a squarciagola su un motivetto alla radio. In 'Amatemi' accade due volte. (...) Modelli: Antonioni, Zurlini e Truffaut. Cast simpatico, ma la sophisticated comedy resta un po' nelle intenzioni." (Michele Anselmi, 'Il Giornale', 3 giugno 2005)

"Non è molto né dal punto di vista narrativo, né come costruzione di una psicologia. Non si può, però, non dare atto a Renato De Maria di aver messo con una certa efficacia l'accento sul disagio di una donna che percorre un difficile itinerario per ritrovare un'accettazione della vita e la formula migliore per imparare a viverla. Non tutto è espresso in modo convincente e le molte figure maschili che via via si inseriscono nel tragitto della protagonista non hanno una vera compiutezza, però quel piccolo dramma sentimentale ha proporzioni plausibili e la cornice che l'accoglie - un centro commerciale dove Lina è impiegata - ha il suo giusto peso, con le scenografie asettiche e le sue luci metalliche, in una vicenda che tende a proporsi quasi in luoghi astratti. Isabella Ferrari, al centro, sciorina con abilità tutta la gamma del suo travaglio. Senza cedimenti". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 3 giugno 2005)

"In 'Amatemi' Renato Di Maria sceglie la commedia 'moderata': né troppo comico né troppo graffiante, modulazione di una canzonetta romantica con garbo - c'è nella colonna sonora Riccardo Sinigallia - sui set iperrealisti della metropoli adriatica. (...) Viene da pensare che l'orizzonte del desiderio femminile come maschile è un po' ristretto per lo stesso De Maria che firma la sceneggiatura insieme a Francesco Piccolo, nome di punta nel pool degli sceneggiatori che formattano il cinema italiano su formule 'da pubblico'. Un metodo cui 'Amatemi' è un esempio compiuto. Peccato perché De Maria ci aveva davvero incantati per humour e irriverenza ai tempi del suo primo film 'Il trasloco', ovvero gli anni 70 a Bologna e in Italia con verità leggiadra di immaginari che mai era accaduto di vedere. Un talento che a tratti entra in questo 'Amatemi' sempre però ingabbiato dalle regole produttive, a cui sacrificare gioco, sensualità, divertimento di mercato. Dove anche facce di talento - nel cast c'è tutto il cinema italiano - non si saprà mai se ce l'hanno messo davvero il talento. Mentre le intuizioni del regista finiscono per soffocare senza libertà." (Cristina Piccino, 'Il Manifesto', 3 giugno 2005)

"Renato De Maria con il suo 'Amatemi' scommette, vincendo, su una prova d'attrice. Isabella Ferrari torna dopo cinque anni al cinema e regala a Nina la malinconica tenerezza della donna sola, i colori vividi della rinascita emozionale, la sfrontatezza della seduzione senza preclusioni. Le frenate del film sono segnate dal suo stesso percorso; l'andamento è scostante quando invece richiederebbe una uniformità di stile e di atmosfere. Gustose le due sequenze con Marco Giallini dal sapore musical-trash che rispolverano pezzi d'annata come 'Odio l'estate' e 'Tanta voglia di lei'. Perfetto il cameo di Valerio Mastandrea." (Leonardo Jattarelli, 'Il Messaggero', 3 giugno 2005)
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