Altri uomini

ITALIA - 1997
Altri uomini
Nel 1985 a Milano Michele Croce è ormai in carcere e decide di rispondere alle domande del magistrato, raccontando come negli anni Settanta sia diventato il dominatore della malavita milanese. Di origine siciliana, all'inizio, come successo a tanti altri immigrati, è passato attraverso miseria, sfruttamento, frustrazione sociale. Ma Michele è un ribelle, e comincia ad agire per conto suo: piccole rapine, affari poco puliti e poi la droga. Un giorno salva la vita a Loris Corbi, capo riconosciuto dei gangster milanesi, e viene ripagato, riuscendo a fare il salto decisivo nel settore delle bische clandestine. Loris poi viene arrestato e in carcere sposa la manicure Maria. Michele diventa il numero uno, ma gli affari diminuiscono, crescono i problemi e le rivalità. Loris viene ucciso in carcere in un regolamento di conti fra detenuti. Il racconto è finito. Michele esce per essere condotto al processo. Appena fuori Maria, convinta che Loris sia morto per suo ordine, gli spara e lo uccide.
  • Durata: 91'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Tratto da: tratto liberamente da "Io, il Tebano" di Antonio Carlucci e Paolo Rossetti
  • Produzione: PIO ANGELETTI E ADRIANO DE MICHELI PER INTERNATIONAL DEAN FILM
  • Distribuzione: COLUMBIA TRISTAR FILM ITALIA (1997) - MEDUSA VIDEO

NOTE

- REVISIONE MINISTERO GIUGNO 1997.

CRITICA

"Abile nell'incastro dei flashback intrecciati, il film parte dalla confessione dello pseudo Epaminonda e attraverso le sue parole si dipana questa gangster story alla milanese che comprende anche momenti di tenerezza familiare, come se si fosse di fronte al dottor Jekyll e mister Hyde. Sappiamo che si andrà verso la catastrofe, ma Bonivento tiene il racconto secco e malinconico, senza approfittarsi degli appigli retorici e delle occasioni d'azione: poca sangue, poche sparatorie, anche se alla fine, col potere di regista autonomo, ci si inventa che Veronica Pivetti, brava e verosimile, diventi a tutti gli effetti la pupa del gangster, vendicando poi l'uccisione del suo uomo in galera. Insomma questo è un film curiosamente anomalo, spesso chiuso in una stanza, con Mina che gorgheggia 'E se domani' nella colonna sonora: quasi un'operazione di modernariato della malavita, giacché si dice che oggi molte cose siano ormai mutate anche nell'organizzazione dei clan". (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 1 settembre 1997)

"Gangster, energia, Milano, morte. In 'Altri uomini', il produttore Claudio Bonivento debutta come regista raccontando l'ultima malavita milanese all'antica prima dell'avvento della criminalità organizzata ultrabarbarica il mondo Anni Settanta di Francis Turatello e Angelo Epaminonda. (...) Il film su una materia interessante analizza bene i rapporti tra uomini di malavita è medio ma efficace; Claudio Amendola e Ennio Fantastichini sono i bravi attori che conosciamo". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 2 settembre 1997)
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