Allucinazione perversa

Jacob's Ladder

USA - 1990
Allucinazione perversa
Vietnam. Alcuni marines, fra i quali il caporale Jacob Singer, sono impegnati in un combattimento nella giungla, finché Jacob viene gravemente ferito all'addome da un colpo di arma da fuoco. Trasportato in ospedale per essere operato, è tormentato da continue allucinazioni, popolate da creature mostruose o riguardanti terribili scene di guerra. Jacob cerca disperatamente una spiegazione razionale alle sue allucinazioni, perciò tenta di scoprire che cosa sia successo a lui e ai suoi compagni. E' il chimico Newman, tormentato dai rimorsi, a rivelargli la verità: le autorità militari hanno sperimentato sul suo plotone un nuovo tipo di droga, ideata in lavoratorio per rendere i soldati più agguerriti e combattivi. Qualcosa però era andato storto e i soldati, invece di attaccare i nemici, hanno innescato una guerra interna. Sempre più solo e in pericolo di vita, Jacob troverà serenità soltanto nell'incontro con suo figlio Gabe, morto qualche tempo prima in un incidente.
  • Altri titoli:
    Dante's Inferno
    Jacobs inferno
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: TECHNICOLOR
  • Produzione: MARSHALL ALAN PER CAROLCO PICTURES
  • Distribuzione: PENTA DISTRIBUZIONE (1991) - PENTAVIDEO, CECCHI GORI HOME VIDEO (PEPITE)

CRITICA

"Non sono un ammiratore del cinema di Lyne, cui rimprovero il gusto troppo scoperto per l'eccesso, però debbo riconoscere che le tecniche sa bene come maneggiarle e che se vuol provocare tensioni ed ansie vi riesce con i mezzi più adatti senza neanche ferire troppo il gusto". (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo')

"Un film che non dimentica la spregiudicatezza e la ricchezza visiva ma le integra in una nuova complessità". (Paolo D'Agostini, 'La Repubblica')

"La voluta ambiguità tra realtà e irrealtà dà al film una forte tensione". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa')

"Nonostante una sceneggiatura disastrata dall'ambizione, il regista Lyne dà prova però, ancora una volta, di perizia professionale". (Giovanni Grazzini, 'Il Messaggero')

"Lyne opera all'interno di un sistema produttivo che ha i suoi fini e le sue regole. Ci si accorge, mentre crea atmosfere sospese e turbate, che siamo davanti a un divoratore di cinema che ha ben studiato la lezione dei maestri, a un cineasta esperto che affronta azzardi sul piano formale e li supera con bravura". (Francesco Bolzoni, 'La Rivista del Cinematografo')

"Pur irrisolto a livello di accusa morale il film di Lyne tiene desta l'attenzione. (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera')
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