All That Jazz - Lo spettacolo continua

All That Jazz

USA - 1979
All That Jazz - Lo spettacolo continua
Joe Gideon è un coreografo che sta allestendo un grosso spettacolo per Broadway. Professionalmente è riconosciuto il numero uno del genere e come ogni artista consapevole della propria genialità, non è mai contento: già nella scelta degli attori e delle attrici stenta a decidersi; davanti ai copioni si stempera in correzioni a non finire; poi le prove si susseguono a ripetizione; in fine, lo stesso montaggio del materiale impostato subisce interminabili ripensamenti. Ora, data la grandiosità dello spettacolo in gestazione, Joe sta subendo le pressioni dell'impresario e degli altri responsabili poiché, senza avere neppure concepite le scene finali, è molto al di fuori dei tempi di lavorazione previsti e molto al di sopra delle cifre di finanziamento. D'altra parte, Joe Gideon si trova nei guai anche a causa della sregolata vita sentimentale e familiare: è separato dalla donna che lo ha reso padre della ormai grandina Michelle che vede, giudica, rimprovera e soffre; passa con facilità da un'amante all'altra che trova con facilità tra le proprie ballerine. La doppia vita lo ha portato al fumo esagerato e all'uso di pericolosi eccitanti. Dallo stress all'infarto il passo è inevitabile. Il dottor Ballinger si prodiga con il valido apporto di specialisti; ma il Gideon si dimostra anche come infermo un ribelle...
  • Durata: 123'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, MUSICALE, FANTASY
  • Specifiche tecniche: PANAFLEX, 35 MM (1:1.85) - TECHNICOLOR
  • Produzione: ROBERT ALAN AURTHUR PER 20TH CENTURY FOX, COLUMBIA PICTURES CORPORATION
  • Distribuzione: CEIAD (1980), TWENTIETH CENTURY FOX HOME ENTERTAINMENT

NOTE

- COREOGRAFIA: BOB FOSSE.

- PALMA D' ORO AL FESTIVAL DI CANNES (1980)

- OSCAR 1980 PER: MIGLIOR SCENOGRAFIA, COLONNA SONORA, MONTAGGIO E MIGLIORI COSTUMI. ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR FILM, REGIA, ATTORE PROTAGONISTA (ROY SCHEIDER), SCENEGGIATURA ORIGINALE E FOTOGRAFIA.

CRITICA

"Il film (...) deve il suo successo, oltre che alla sua indubbia eccellenza formale, anche al fatto che suona ampiamente autobiografico di un Bob Fosse (classe 1927) che effettivamente ha subito un infarto (e le immagini dell'operazione sono proprio quelle di cui il regista fu autentico paziente), che ha avuto una vita sentimentale travagliata (Ann Reinking, presente come interprete della ballerina Kate Jagger, fu legata a Bob Fosse), che dello spettacolo di Broadway è un conoscitore (ballerino, coreografo, regista teatrale e cinematografico). L'autobiografismo da una parte conferisce autenticità alle situazioni; ma, d'altra parte, può provocare delle insistenze e, in effetti, le debolezze dell'opera sono in alcune insistenze e in diverse ripetizioni." ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 90, 1981)
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