Al di là del bene e del male

ITALIA, FRANCIA, GERMANIA - 1977
A Roma, nel 1882, in un albergo di Piazza della Minerva, Paul Rèe lascia l'amico Fritz (Friedrich Nietzsche) tra prostitute e fumate d'oppio per recarsi ad una festa dove conosce Lou Salomè, giovane russo-ebrea. L'anticonformista ragazza, accettata la relazione sentimentale con Paul, alla sua domanda di matrimonio contrappone la scandalosa proposta di un mènage à trois con Fritz. Trasferitisi nella casa della famiglia di Fritz, i tre suscitano l'indignazione della sorella di lui, Elisabeth. D'altra parte, non vanno più d'accordo: Paul e Lou si recano a Berlino per studiare e Fritz si sposta a Venezia dove si strugge nella visione di fantasmi e nel desiderio dei lontani amici. A Berlino Lou sposa Karl Andréas ma, come pattuito, conserva Paul come "dama di compagnia". Fritz tenta di raggiungere gli amici e non ci riesce: impazzisce.

CAST

NOTE

- ESTERNI GIRATI A ROMA, VENEZIA E TORINO.

- NASTRO D'ARGENTO COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA A VIRNA LISI.

CRITICA

"Vero soggetto del film sono le domande poste a soggetti liberi in forza delle correlazioni del loro modo di vita. Correlazioni psicologiche, prima di tutto, anche prima dello scandalo esteriore, sociale, poiché le resistenze, gli ostacoli, provengono anzitutto dagli stessi individui. Lou Salomé era una donna che credeva possibile vivere con due uomini, una donna libera nel senso migliore dell'espressione (...) Accade che uno dei maschi era Nietzsche, che si trovava nella teoria e sul piano filosofico completamente d'accordo con il punto di vista di Lou - lui che aveva scritto "dovete imparare a dire sì a tutto ciò che è proibito... Dovete in definitiva essere immorali e dunque liberi" - ma che in realtà ha reagito in questa situazione come ogni individuo medio, manifestando gelosia, collera e soffrendo. E di fronte alla gioia di vivere di Lou, Nietzsche comincia a scrivere la sua teoria del superuomo che descrive con sguardo blu, con la curiosità, lo slancio vitale della compagna. E ho voluto mostrare come questa "bestia bionda", che dominò tanto la vita del filosofo, è giunta ad essere il modello del famoso superuomo! (...) Potevo anche concentrarmi sulla storia di Lou, dato che è piena di grandi incontri (Freud, Rilke ed altri...) ma ho preferito soffermarmi su ciò che rappresentano di inquitante questi tre destini." Liliana Cavani intervistata da Guy Braucourt in "Ecran 77, n.56, pag.10)
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