Al di là dei sogni

What Dreams May Come

USA - 1998
Al di là dei sogni
Chris Nielsen e sua moglie Annie sono legati da un amore illimitato. Hanno due figli che sono la loro gioia continua. Una mattina, come tutte le mattine, i due bambini salgono con la baby-sitter sulla macchina che li conduce a scuola. Ma stavolta non arrivano a destinazione: un incidente e i due ragazzi muoiono. Rimasti soli, Chris e Annie provano a continuare a vivere. Ma niente è più come prima. Annie perde l'equilibrio mentale ed è ricoverata in manicomio, poi faticosamente i due recuperano un certo equilibrio. Ma un giorno anche Chris muore, e trova ad attenderlo Albert, un giovane di colore, che lo guida nell'aldilà e gli dice: "Tu non sei scomparso, sei solo morto". Chris è felice di vedere che per lui il Cielo consiste nell'esistenza in uno dei magnifici dipinti di Annie. Gode della stupenda maestà di questo Mondo dipinto, pieno dei romantici ricordi che aveva diviso con lei. E, mentre pensa questo, ne sente la mancanza, vorrebbe averla ancora con sé. Viene a sapere che anche Annie è morta, ma si è suicidata e quindi per loro non c'è speranza di tornare insieme. Annie è andata all'inferno. Ma Chris non rinuncia, è deciso ad andare verso l'inferno e porta con sé il Tracker, filosofo e saggio dai comportamenti ambigui. Chris entra nell'inferno, passa sopra le teste dei condannati, ritrova infine Annie. La sua costanza ha avuto il premio. Nell'aldilà marito e moglie si riuniscono e capiscono che è il momento di ricominciare daccapo sulla Terra. Ecco allora un bambino e una bambina che si avvicinano e giocano nella grande New York.
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: FANTASY
  • Tratto da: Romanzo "What Dreams May Come" di Richard Matheson
  • Produzione: STEPHEN SIMON E BARNET BAIN PER METAFILMICS/INTERSCOPE COMMUNICATIONS
  • Distribuzione: WARNER BROS ITALIA (1998) - UNIVERSAL - POLYGRAM

NOTE

- REVISIONE MINISTERO NOVEMBRE 1998

- I QUADRI DI ANNIE SONO DELL'ARTISTA CONTEMPORANEO STEPHEN HANNOCK.

- PREMIO OSCAR 1999 PER I MIGLIORI EFFETTI SPECIALI VISIVI

CRITICA

"Goffa, dolciastra e irritante favola sentimentale che farebbe venir la pelle d'oca perfino a Frank Capra redivivo, il primo che si sbellicherebbe dalle risate per una storia vecchia di almeno mezzo secolo. Lo stranito Robin Williams vaga come un automa nell'oltretomba, snocciolando ridicole massime che rivalutano le famigerate banalità dei cioccolatini". (Massimo Bertarelli, 'Il giornale', 19 febbraio 2001)
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