Ai margini della metropoli

ITALIA - 1953
Mario Ilari, giovane operaio disoccupato, è accusato dell'uccisione di una ragazza con la quale ha avuto dei rapporti. Arrestato, fugge e si nasconde in casa di Gina, un'amica, con la quale convive; ma viene nuovamente arrestato. Un'amica di Gina, Luisa, che fa la dattilografa, prega l'avvocato Roberto Marini d'assumere la difesa dell'Ilari. Marini accetta l'incarico, convinto che il processo gli darà modo d'affermarsi come difensore. La situazione dell'accusato, contro il quale stanno gravi indizi, appare critica: gli nuoce la testimonianza di Calì, vecchio vagabondo, che l'ha visto sul luogo del delitto poco prima dell'ora presumibile dell'uccisione. Ilari si protesta innocente: ha rivisto la ragazza per fare, per mezzo suo, la conoscenza di Greta, che doveva facilitargli l'espatrio. L'avvocato Marini si propone d'incriminare Calì come falso testimone, ma questi s'uccide. Le cose si mettono male per Ilari, quando succede un colpo di scena. Si trova il cadavere dell'introvabile Greta; il suo uccisore, che la teneva sequestrata per non essere da lei denunciato, ha precedentemente commesso il delitto, del quale è accusato Mario Ilari. Questi può ora riabbracciare Gina, che ha sposato durante la detenzione, mentre l'avvocato e Luisa si confessano il loro reciproco amore.

CAST

NOTE

- AIUTO REGISTA: ANGELO D'ALESSANDRO.

- ASSISTENTE ALLA REGIA: LU' LEONE BROGGI.

- FONICO: MARIO MORIGI.
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