Agents secrets

FRANCIA, ITALIA, SPAGNA - 2004
Agents secrets
Due agenti segreti spostandosi tra Spagna, Francia e Marocco, cercano di carpire informazioni su un traffico di armi e diamanti fra l'Africa e l'Europa.
  • Durata: 109'
  • Colore: C
  • Genere: THRILLER
  • Produzione: ERIC NEVE PER LA CHAUVE SOURIS, V1 FILMS PRODUCTIONS,
  • Distribuzione: MEDUSA DISTRIBUZIONE
  • Data uscita 5 Novembre 2004

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Agents Secrets di Frederic Schoendoerffer A quattro agenti segreti francesi viene affidata un'operazione di sabotaggio in Marocco: il team è guidato dal capitano George Brisseau (Vincent Cassel), che coordina Lisa (Monica Bellucci), Raymond e Loïc. L'obbiettivo è intimidire un uomo d'affari russo, affondandogli la nave destinata a trasportare armi per i ribelli dell'Angola. Ma questa missione apparentemente semplice e lineare nasconde verità inconfessabili e tradimenti in agguato. Schoendoerffer (Scénes de crimes) rifugge a priori il glamour di James Bond per inquadrare l'ordinarietà della professione di agente segreto: spazio alle attese e ai preparativi prima dell'ora X, focus sulla quotidianità di 007 senza smoking né belle donne (l'attrice più amata dai francesi è dimessa ad hoc). Davanti alla macchina da presa si materializza l'etica degli agenti segreti, spesso chiamati ad agire sul terreno infido e sconnesso della morale: abituati a ricevere ed eseguire ordini, dimostrano viceversa scarsa dimestichezza con gli imperativi morali. Piegati dalla vil ragion di stato, quando rialzano il capo devono fronteggiare un sistema governato dalle leggi non scritte del tradimento e della ritorsione. Il bikini mozzafiato di Ursula Andress (e di Halle Berry) è qui sostituito dalla muta della Bellucci, impiegata con il marito Cassel in una nuotata notturna, ma il basso profilo non è necessariamente un'ipoteca sulla riuscita del film. Agents Secrets non riesce ad appassionare, gli agenti (impersonati da attori sotto tono, la neo-mamma Bellucci ' manco a dirlo - in testa) sono in realtà "agiti" e la loro esistenza paranoica e meccanica contagia il film stesso. Dalla Francia senza ardore.

NOTE

- GIRATO A CASABLANCA, PARIGI, GINEVRA E MADRID.

CRITICA

"Deciso a mistificare il rutilante mondo di Bond, il regista Schoendoerffer introduce lo spettatore in un universo misterioso, parallelo, dai contorni incerti ma dove spirano continuamente il sentimento del pericolo e un senso di sorda minaccia. Azione e stasi si alternano in questo thriller minuzioso, raffreddato e paranoico, dove anche i silenzi si caricano di senso. Ciò che si può rimproverare ad 'Agenti segreti' è di voler spingere la premessa fino alle estreme conseguenze, dando forma a un film senza trucco ma distante, privo di artifici ma anche di emozioni." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 29 maggio 2004)

"Spionaggio di convenzionale autenticità, meticoloso e talvolta frenato, 'Agents secrets' di Frédéric Schoendoerfer, colpisce per quel raccontare in stile anni Sessanta, kung-fu escluso, consentendo agli spettatori di capire praticamente tutto, al contrario di certi recenti complicati plot spionistici. (...) In un tutti contro tutti, intelligence americana compresa, la vicenda si trasforma in thriller, con pestaggi, gimcane automobilistiche, doppi e tripli giochi, senza che il regista perda la testa. Un discreto esercizio narrativo, che non annoia, con due presenza forti come Cassel e la Bellocci, che qualcuno si ostina a denigrare ingiustamente." (Adriano De Carlo, 'Il Giornale', 5 novembre 2004)

"Dopo una sequenza iniziale movimentata, 'Agents secrets' sceglie il partito preso dell'attesa e dell'inazione, lasciano però che una sorda minaccia, prossima alla paranoia, si diffonda sulle immagini. Mentre seguiamo le sorti di due personaggi vicini al punto di rottura, in un racconto freddo come un pezzo di ghiaccio, troviamo accettabile che la recitazione di Cassel e Bellocci si improntata all'inespressività (cosa che riesce piuttosto bene a entrambi). (...) Saremo viziati dai troppi, movimentatissimi film di spionaggio visti da James Bond in giù? Sia quel che sia, questa storia programmaticamente spoglia di suspense e di tensione ci lascia insoddisfatti, come in credito d'emozioni." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 5 novembre 2004)

"Chi non vorrebbe per i propri bambini una baby-sitter bella e dolce come Monica Bellucci? (...) In Francia questo film di Frédéric Schoendoerffer è stato accolto bene, ma è raccontato male; e costituisce una scelta poco illuminata dei coniugi Cassel, lui costretto a pazzesche acrobazie per giustificare la propria presenza, lei surgelata dietro una sola espressione". (Tullio Kezich, 'Corriere della Sera', 6 novembre 2004)

"Sarà perché ormai si sente tanto francese quanto italiana, sarà perché i cineasti d'Oltralpe la utilizzano meglio come icona riducendo al minimo i dialoghi, sarà perché si sente più sicura per la presenza del marito Vincent Cassel, anche quando i due non recitano insieme. Certo è che Monica Bellucci nel cinema francese ha un buon rendimento. In questo 'Agents secrets' Frédéric Schoendoerffer sfrutta con misura e abilità il glamour della coppia Cassel-Bellucci lavorando molto sugli sguardi magnetici di entrambi, piegando la seduzione al mistero delle spie, finalizzando il fascino alle regole di una vita spericolata. (...) Il regista parte dallo schema del film spionistico per ribaltare lo stereotipo alla 007, per privilegiare l'aspetto realistico del genere, per subordinare l'azione, le scazzottate, gli inseguimenti ai problemi e ai rischi del mestiere di spia. Un buon noir nel segno dei maestri del filone Chabrol e Melville, un film freddo di/sull'attesa, denso di silenzi e sospensioni che alludono a una minaccia incombente. Non mancano le sequenze spettacolari, ma il regista le diluisce nel plot approfondendo le implicazioni psicologiche ed esistenziali e decostruendo la suspense." (Alberto Castellano, 'Il Mattino', 6 novembre 2004)
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