Addio, figlio mio!

ITALIA - 1952
Durante la recente guerra, Giorgio, sottotenente d'aviazione, riceve improvvisamente l'ordine di raggiungere il suo stormo, in partenza per l'Africa. La sua fidanzata, Elsa, l'accompagna alla vicina Livorno: l'improvvisa interruzione della linea ferroviaria la costringe a passare la notte in città, nello stesso albergo del fidanzato. E' la prima e sarà la loro unica notte d'amore. Dopo qualche tempo, la madre di Elsa muore, lasciando sola la figliola, che aspetta un bambino. Per sottrarsi alle chiacchiere della gente, Elsa si reca a Roma, presso la sua amica Anna, che canta e danza la sera in un locale notturno: dopo aver dato alla luce un bambino, Elsa s'impiega nel locale come guardarobiera. Dall'Africa viene la notizia che Giorgio è considerato disperso. Al tabarin, Elsa conosce un ingegnere, che la prende nel suo ufficio come segretaria e dopo qualche tempo la sposa. Passano quattro anni: Elsa vive serenamente col marito, che vuol bene a lei ed al bambino e li circonda di ogni agio. Improvvisamente ritorna in Italia Giorgio, riemerso dopo dolorose vicissitudini. Egli incontra brevemente Elsa in casa di Anna; ma, deciso a non turbare la tranquillità degli esseri amati, ha la forza di allontanarsi. Sull'orlo della disperazione, s'unisce a certi malviventi, coi quali entra una notte nella villa del marito d'Elsa. I compagni rapiscono il suo bambino: per salvarlo immola la sua vita e muore contento del suo sacrificio.

CAST

NOTE

- DIRETTORE DI PRODUZIONE: SILVANO SCARPELLINI, PINO SISSIA.

- AIUTO REGISTA: NINO SCOLARO.

CRITICA

"Questo modesto filmetto può avere tutt'al più un interesse... storico, in quanto è da ritenere che abbia segnato l'inizio della conoscenza e del successivo matrimonio dei due protagonisti, Rossana Podestà e Marco Vicario. Altro interesse è arduo trovarlo nel lavoro, fatta eccezione per la buona caratterizzazione di Paolo Dola, un elemento che si stacca notevolmente dai consueti clichès". (A. Albertazzi, "Intermezzo", 9/10, 31/5/54)..
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