Accidenti alla guerra!...

ITALIA - 1948
Accidenti alla guerra!...
Durante l'occupazione tedesca, due giovani italiani, per sfuggire ad un rastrellamento, entrano per caso in un appartamento senza sapere che è abitato da un capitano tedesco. Ne approfittano per indossare uno l'uniforme del capitano, l'altro quella del suo attendente. Scambiato per il capitano von der Paper, un protetto del Führer, il falso capitano viene inviato in missione speciale in Germania. In un grandioso "Istituto di eugenetica", dov'è riunito un gruppo di ragazze accuratamente selezionate, egli dovrà contribuire alla produzione della più pura razza germanica. Il falso capitano cerca di barcamenarsi alla meglio e riesce ad addolcire l'animo della terribile capitana, addetta alla sua sorveglianza, evitando i sospetti. Ma un giorno arriva all'istituto il vero capitano von der Paper, e allora la situazione si fa critica, tanto più che nei pressi dell'istituto c'è una sezione dell'Intelligence Service, della quale il falso capitano, senza volerlo, ha fatto scoprire l'esistenza. Dopo una lotta violenta, i tedeschi stanno per fucilare il falso capitano e le spie, quando giunge tempestivamente la notizia della fine della guerra, e la vicenda si conclude felicemente.
  • Durata: 86'
  • Colore: B/N
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: ALBERTO ATTILI PER VULCANIA COMPAGNIA CINEMATOGRAFICA
  • Distribuzione: VULCANIA

NOTE

- CONSULENTE MILITARE: GIUSEPPE CARPITELLA.

- ALCUNI TESTI ATTRIBUISCONO LA FOTOGRAFIA ALL'OPERATORE GUGLIELMO LOMBARDI.

- MIRKO KORCINSKY E' IL FUTURO MIRKO ELLIS E ANCHE JOSPEPH VON HULTZEN CAMBIERA' NOME E DIVERRA' JOOP VAN HULSEN.

- PRESENTATO ALLA 66. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2009) NELLA SEZIONE "QUESTI FANTASMI 2".

CRITICA

"[...] Il film passa sui nostri schermi senza lasciare traccia, come un'acquazzone d'agosto: ma almeno rinfresca l'aria. E' in sostanza, una cosetta che si vede volentieri e che non fa crescere negli spettatori funeste manie omicide". (L. Capicciola, "Hollywood" n. 179, 19 febbraio 1949).

"Si tratta di una farsa di pessimo gusto ed assai scadente, anche dal punto di vista della tecnica. La recitazione di Nino Taranto riesce solo saltuariamente efficace". ('Segnalazioni cinematografiche', vol. 25, 1949).
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