Abduction - Riprenditi la tua vita

Abduction

USA - 2011
Il giovane Nathan trova una foto che lo ritrae bambino in un sito dedicato alle persone scomparse. Questa scoperta gli farà capire che le persone che lo hanno cresciuto non sono i suoi veri genitori e lo porterà a scavare nel suo passato rivelando una serie di inquietanti misteri.

CAST

CRITICA

"Torna il lupo mannaro di 'Twilight', Taylor Lautner, in un intrighetto internazionale con tanto di Cia. (...) Solito finale da stadio. Inverosimile da ogni punto di vista, con ridicola sceneggiatura, i russi parlano ancora come nei '50, il family thriller tenta la scalata anche dei sentimenti, ma scivola per inutile macchinosità e la prova modesta del cast. Dirige Singleton: lo stesso che tempo fa fu candidato all'Oscar?" (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 7 ottobre 2011)

"Un actioner cucito su misura per il divo delle adolescenti Taylor Lautner, quello che esibisce il torace come ragazzo-lupo nelle serie 'Twilight', ma copiato da qui e da là: specie dalla saga di Jason Bourne. A cominciare dai dubbi sull'identità dell'eroe. (...) Qui, però, tutto è preso alla lettera, nell'ambizione sbagliata di fare una nuova serie alla Robert Ludlum in versione adolescenziale (ma forse sarebbe meglio dire infantile). Peccato che l'azione sia povera di adrenalina, che la regia di John Singleton, in piena decadenza, non si sforzi di aggiungere twist e che Lautner si prenda per Tom Cruise giovane, riproducendone sguardi e atteggiamenti come un imitatore." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 7 ottobre 2011)

"John Singleton si rivelò anni fa con 'Boyz'n the Hood' poi non ha più azzeccato un film. Qui l'idea non è malvagia un uomo scopre grazie alla rete di essere stato rapito da bambino, e di non essere figlio dei suoi genitori. Film super di genere, svolgimento poco più che corretto." (Alberto Crespi, 'L'Unità', 7 ottobre 2011)

"Piacerà alle ammiratrici del giovane Lautner naturalmente. Che sono tante (tra esse, evidentemente la direttrice di Ciak che gli ha dedicato una copertina a pettorali nudi). Tante e petulanti. (...) Attorno a Taylor hanno imbastito una trama che ricorda da vicino quella del ciclo 'Bourne Identity' (I'eroe è braccato dalle ombre di un passato che non conosce). Perché gli intenti fossero chiari 'Abduction' (cioè rapimento) è stato buttato sul mercato americano con lo slogan 'Teen Bourne' (Bourne adolescente). Slogan fuorviante. 'Abduction' è zeppo di fughe inseguimenti, colpi di scena, combattimenti corpo a corpo come la serie con Matt Damon, ma non c'è il pathos, l'angoscia per un'identità perduta. Il target è quello degli under 18. Che secondo i soggettisti di Hollywood non debbono essere angosciati più di quel tanto. Nathan zompa da un'avventura all'altra a cuor leggero come se in ballo non fosse la sua pelle, ma la vittoria a un videogame (...). Un avvertimento agli under 18 maschietti. Il prodotto 'Abduction' (lo chiamiamo prodotto perché un vero thriller è un'altra cosa) non vi deluderà perché le scene d'azione sono tante e ottimamente girate. Ma il vero target sono le fanciulle. Che si identificheranno al massimo con Karen (Lily Collins). Che vive l'avventura non come un dramma, ma da emozionantissima vacanza da brivido (e infatti Nathan le chiede: «Ti sei divertita?»" (Giorgio Carbone, 'Libero', 7 ottobre 2011)
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