Abbraccialo per me

ITALIA - 2015
1,5/5
Abbraccialo per me
Da bambino Francesco "Ciccio" è un ragazzino come tanti, vivace, allegro, con la passione per la musica. Il suo strumento è la batteria, e la suona di giorno ma anche di notte. Le prime "stranezze" di Ciccio, per i vicini di casa, i compagni di scuola e l'insegnante sono espressione di "diversità". Sua madre Caterina non vede, o forse non vuole vedere le sue stranezze perché riconoscere la diversità di suo figlio le farebbe troppo male. Suo marito Pietro, il papà di Ciccio, non vuole riconoscere il legame simbiotico tra madre e figlio, non ne accetta l'esclusività, ne è geloso. Gli altri si confrontano con le stranezze di "Ciccio" come possono: a volte con comprensione, e a volte, come spesso avviene nella realtà, con cattiveria. Per Caterina "Ciccio" è solo il figlio amatissimo che lei difende dal mondo, come una leonessa. Solo Tania, l'altra figlia, riuscirà con il tempo ad indicare alla madre la via da seguire per aiutare il fratello.
  • Durata: 103'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Specifiche tecniche: FLAT DCP
  • Produzione: MEGAVISION FILMTV, IN ASSOCIAZIONE CON IRBM SCIENCE PARK
  • Distribuzione: ZENIT DISTRIBUTION
  • Data uscita 21 Aprile 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono
Stefania Rocca è Caterina, la madre di Ciccio, un adolescente iperattivo con la passione per la musica e per lo strumento della batteria. L’iperattività, tuttavia, è solo una spia del disagio mentale destinato a rendere problematica la vita del ragazzo e a mettere in discussione la sopravvivenza della sua stessa famiglia. Il padre, che non accetta il disturbo del figlio, abbandona la casa e Caterina è costretta a contare soltanto sulle proprie forze e su quelle dell’altra figlia Tania per cercare di garantire un minimo di serenità all’adorato figlio maschio.
Il dramma familiare di Abbraccialo per me, regia del televisivo Vittorio Sindoni, è soprattutto un dramma cinematografico che tocca fondi particolarmente bassi nella ricostruzione ambientale siciliana, quanto mai falsa e di maniera, nella recitazione spensierata (la Rocca e lo stesso Vincenzo Amato, protagonista del Nuovomondo di Crialese, qui nel ruolo del padre, sembrano lobotomizzati) e, infine, in un ritmo che assume le cadenze dolciastre e sciatte della più trita tv generalista. Il servizio reso al tema sociale è a mezza pensione, quello al cinema completamente assente.

NOTE

- FILM RICONOSCIUTO DI INTERESSE CULTURALE DAL MIBACT-DIREZIONE GENERALE CINEMA; CON IL PATROCINIO DELL'AUTORITÀ GARANTE PER L'INFANZIA E L'ADOLESCENZA;REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO-FONDO REGIONALE PER IL CINEMA E L'AUDIOVISIVO.

- NASTRI D'ARGENTO 2016: PREMIO BIRAGHI NUOVOIMAIE A MOISÈ CURIA (ANCHE PER "LA NOSTRA QUARANTENA" DI PETER MARCIAS.

CRITICA

"(...) è uno di quei film a cui si vuol bene malgrado imperfezioni e ingenuità. Non perché 'sincero', o per il tema 'importante' da 'Mommy' italiano, ma perché è stato fatto in solitudine, fuori da qualsiasi moda o tendenza. Accostando parti convenzionali (l'ambientazione di paese, i rapporti tra i genitori) a elementi invece nuovi e sorprendenti. Come il contributo offerto dalla band giovanile lucana 'Freschi, lazzi e spilli' (loro la canzone del titolo). Forse anche i film sono come i figli. Volergli bene è importante ma non basta." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 24 aprile 2016)

"Il regista Vittorio Sindoni, veterano Rai, torna al cinema dopo un quarto di secolo. Nobile l'intento, povera la produzione, claudicante la struttura, inespresse le potenzialità." (Paolo D'Agostini , 'La Repubblica', 21 aprile 2016)

"Ispirato a una storia vera, diretto da Vittorio Sindoni, regista di fiction di gran successo, 'Abbraccialo per me' è la cronaca della scoperta di una disabilità mentale in un contesto sociale che, invece di aiutare, rende tutto più difficile (...)." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 21 aprile 2016)

"Funzionava meglio il Vittorio Sindoni delle commedie (...) il pubblico (...) non ne può più di tutti questi film sui diversi di ogni ordine e grado." (Massimo Bertarelli, 'Il Giornale', 21 aprile 2016)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy