A spasso nel tempo - L'avventura continua

ITALIA - 1997
A spasso nel tempo - L'avventura continua
Le famiglie Colombo e Colonna, in un monastero tibetano, chiedono al piccolo Buddha come possono fare a ritrovare i mariti Walter e Ascanio che, vittime dell'avaria della macchina del tempo, viaggiano a zonzo nelle epoche più disparate della storia. Dopo essersi trovati in un villaggio preistorico tipo Flintstones, vengono risucchiati e spediti in Scozia al tempo di William Wallace detto Braveheart. Scappati dalla lotta tra scozzesi e inglesi, vengono inseguiti dal possente Highlander, che vuole eliminarli per restare l'unico immortale. Fuggono ancora ed arrivano nella Firenze medievale, incontrano di nuovo Lorenzo il Magnifico con cui organizzano una zingarata ai danni dell'avaro Baccio. Cambia scenario, ed eccoli nel West, tra le sparatorie dell' Ok Corral e la diligenza di Ombre rosse. Correndo correndo, arrivano a Positano negli anni '50, dove si ritrovano nei panni dei personaggi di "Pane amore e fantasia". Quindi eccoli negli anni '60: Ascanio canta a Las Vegas come Frank Sinatra, mentre Walter suona con i Beatles a Londra. Infine, caduti sulla Luna al posto degli astronauti dell'Apollo 11, tornano sulla Terra e si ritrovano a Santa Monica, in California, da dove erano partiti. Qui si trovano a fianco di una sosia di Jessica Rabbit e così, ancora inseguiti, si trasformano a loro volta in cartoni animati e fuggono di nuovo.
  • Durata: 88'
  • Colore: C
  • Genere: COMICO
  • Produzione: AURELIO DE LAURENTIIS PER FILMAURO
  • Distribuzione: FILMAURO HOME VIDEO - AURELIO DE LAURENTIIS MUTIMEDIA HOME VIDEO

NOTE

- E' IL SEGUITO DEL PRECEDENTE "A SPASSO NEL TEMPO" USCITO NEL 1996 E NE RIPETE I PROTAGONISTI, LA STRUTTURA E IL TONO NARRATIVO.

CRITICA

"Non c'è nulla da recensire, siamo a mezza stelletta più dell'impareggiabile 'Banzai', ma Vanzina ha già preso le sue difese: il successo tappa la bocca. Quindi, non si può che glissare sulla pochezza della sceneggiatura, sulla calcolata volgarità, sulla facile cineparodia moltiplicata per cento, coi risultato di citare tutto, compreso 'Ritorno al futuro'. Più che un omaggio è una un gioco di mimi troppo lungo. Naturalmente, la coppia lazio-lombarda dei Colonna Colombo funziona e mostra perfino le chiappe chiare, che non sono un trucco del bravo creatore di effetti speciali Stivaletti. Ormai De Sica e Boldi sono un attore solo: calcolati gli incassi ciascuno chiede poi la sua rivincita". (Maurizio Porro, 'Il Corriere della Sera', 13 dicembre 1997)

"Perché negarlo? Perché esorcizzarlo? C'è una parte d'Italia che adora i fratelli Vanzina. E' assai probabile che questa consistente fetta di pubblico sia la stessa che ha decretato il trionfo di Leonardo Pieraccioni e che decreterà (forse) anche il probabile successo del prossimo, natalizio Benigni ('La vita e bella'). Gli ammiratori del cinema vanziniano non sono, tuttavia, fan pedissequi e acritici: non hanno apprezzato affatto la stanca operazione 'Banzai' e, spesso, rinnegano le trasgressioni più calcolate. Gradiscono assai, invece, la coppia De Sica e Boldi che, ancora prigioniera del loro personalissimo 'ritorno al futuro', scorrazza da un'epoca storica all'altra nel sequel (più complesso, più elaborato) di 'A spasso nel tempo'. (...) Il film è un Vanzina ben riuscito: eccessive volgarità, comicità facile facile ma anche una regia più articolata e alcune gag d'annata". (Fabio Bo, 'Il Messaggero', 15 dicembre 1997)

"Il pretesto del viaggio temporale facilita la struttura tipicamente a sketch del film, tutto scenette appiccicate, modulari, che potrebbero durare all'infinito. A tenerle incollate è sostanzialmente il commento dei due protagonisti, che alterna citazioni cinematografiche con preziosi riferimenti televisivi alla Carrà, a Mike Bongiorno o al Gabibbo. Pare che i fratelli Vanzina non gradiscano le critiche ai loro film, trovandole snobistiche e irrispettose dei gusti del pubblico. Non diremo, dunque, che appiattire la storia sull'immaginario cinematografico-televisivo è una faccenda discutibile un invito alla banalizzazione già dilagante anche senza l'aiuto di prodotti del genere. Non lo diremo, no. Ma ci si permetta di evocare il noiosissimo Freud per dire almeno una cosa. Se è vero, come credeva lui, che il comico è risparmio di pensiero allora A spasso nel tempo è un esempio di comicità praticamente senza pari". (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 20 dicembre 1997)
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