A scuola con papà

Back to School

USA - 1986
A scuola con papà
Thornton Melon, proprietario di una ben avviata catena di magazzini "taglie forti", si iscrive alla Grand Lake University (regalando al Rettore una nuova facoltà) per seguire il figlio Jason, che è un isolato ed è sfiduciato. Thornton Melon non ha molta esperienza di scuole e non possiede alcun diploma, ma ne capisce tuttavia l'importanza e vuole aiutare il figlio che ama molto. Rivoluzionata la camera di Jason, si fa un sacco di amici tra gli allievi e rimbecca un altezzoso professore di economia aziendale (fidanzato di Diane Turner, la professoressa di letturatura inglese, con la quale trova tempo e modo per imbastire un flirt). Jason, galvanizzato dalla efficienza ed effervescenza paterna, si rincuora. La preparazione agli esami costa a Thornton una fatica terribile, ma riesce in ogni attività scolastica. Il trionfo lo avrà però sul campo, alla gara finale di nuoto, nella quale fa vincere la squadra cui appartiene insieme a Jason, con un tuffo spettacolare, da manuale. Poi tornerà agli affari ed alla sua frenetica attività di manager.
  • Durata: 101'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Specifiche tecniche: (1.85:1) DELUXE
  • Produzione: CHUCK RUSSELL PER PAPER CLIP
  • Distribuzione: C.D.I. (1987) - COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO, CECCHI GORI HOME VIDEO

NOTE

- LO SCRITTORE KURT VONNEGUT FA UN PICCOLO CAMEO.

CRITICA

"Commediola goliardica per teen-ager A scuola con papà ('Back to School') poggia unicamente sulla presenza di un comico di mezza età, Rodney Dangerfield, divenuto in breve tempo molto popolare alla Tv americana. Corpulento e pacioccone, dalla maschera sempre sorridente, lo si può considerare un corrispettivo del nostro Gino Bramieri, salvo a sfoderare tra una battuta e l'altra due occhi a palle di pingpong come quelli di Marty Feldman. (...) La paradossale storiella è a servizio esclusivo dello show personale di Dangerfield fatto di un martellante umorismo verbale né più ne meno come in Tv. Irrilevante la confezione del regista Alan Metter, al suo secondo film (il primo non è arrivato in Italia) dopo varie esperienze nei videoclip, e di scarso spessore lo sfondo nonostante la partecipazione di un paio di bravi caratteristi e dell'attrice Sally Kellerman già valorizzata da Altman, la quale si presta a cadere tra le braccia del poco attraente protagonista." ('Il Corriere della Sera', 9 Marzo 1987)

"Che 'A scuola con papà' abbia incassato negli Stati Uniti circa 90 milioni di dollari, piazzandosi ai primissimi posti dell'hit parade 1986, non deve stupire: Rodney Dangerfield, un nome che in Europa non suscita alcuna eccitazione, è infatti negli Usa un superdivo della tv, con all'attivo qualcosa come 68 apparizioni da ospite d'onore al 'Johnny Carson's Tonight Show', che fatte le debite proporzioni è una specie di 'Fantastico'. E' chiaro quindi che prima o poi a qualcuno doveva venire l'idea di cucirgli addosso un filmetto spensierato e goliardico (nel senso letterale del termine, si svolge infatti in gran parte all'università), un canovaccio per il suo istrionismo greve ma in fondo efficace, ma soprattutto una scusa per riprenderlo in lungo e in largo, mettendo in risalto quel faccione enorme, a tratti irresistibile, e quegli occhi all'infuori alla Marty Feldman. (...) Alan Metter, regista alla secondo prova dopo molti videoclip, si mette quieto al servizio della comicità debordante di Dangerfield, mentre in ruoli di contorno si vedono simpatici caratteristi come Ned Beatty e Burt Young. E per la seconda volta in un film giovanile recente (la prima era 'Una pazza giornata di vacanza') si vede un rifacimento scherzoso della mitica 'Twist and shout' dei Beatles." ('Il Giorno', 10 Marzo 1987)

"In sé, detta così, una storiellina, ma l'umorismo ed anzi l'allegria farsesca che la pervadono la rendono spesso piuttosto godibile. Intanto là dove ci si fa beffe senza cattiveria ma con molto sale degli ambienti universitari americani e poi, soprattutto, in quelle pagine in cui si propone e si impone il personaggio del papà, tratteggiato con segni ghiotti, metà caricatura metà burla, e affidato sempre ad una vera e propria girandola di situazioni colorate in cui si ride prima ancora di aver il tempo di riflettere: come nelle vecchie comiche o come, appunto, nel cinema demenziale più recente. Qui, se vogliamo, senza accenti surreali, ma con giochi e giochetti egualmente pirotecnici e, più d'una volta, irresistibili. Il merito primo, però, molto più che al film in sé (e alla regia) io lo darei all'attore che interpreta il personaggio del papà. Si chiama Rodney Dangerfield, è la prima volta che lo vedo, ma non è una faccia comica che scorderò tanto facilmente. Il classico caratterista del vecchio teatro, goffo ma anche furbo, intraprendente ma anche cauto, sempre buffo a guardarsi, sempre pronto a muoversi in modo da suscitare il riso. Un po' come Marty Feldman (tanto per fare dei confronti), ma con delle scaltrezze i più, e più bonario. più cordiale. Spero di ritrovarlo ancora. Perché l'allegria la garantisce." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 21 Marzo 1987)
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