A mano disarmata

ITALIA - 2019
3/5
A mano disarmata
Da cronista dell'edizione romana di "La Repubblica", Federica Angeli prende in mano la sua vita e decide di usarla, senza risparmio, in una causa civile: la lotta ai clan mafiosi che infestano Ostia. La sua arma è - e sarà sempre - la penna. Il film racconta le tappe della sua sfida alla malavita, iniziata nel 2013 e non ancora finita, senza mai dimenticare la sua dimensione di donna, madre e moglie: il coraggio e la paura, la solitudine e la solidarietà, la disperazione e l'entusiasmo per una battaglia combattuta a viso aperto.
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Tratto da: libro autobiografico di Federica Angeli (Ed. Baldini+Castoldi)
  • Produzione: ANDREA DI NARDO PER LASER DIGITAL FILM CON RAI CINEMA
  • Distribuzione: EAGLE PICTURES
  • Data uscita 6 Giugno 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
A mano disarmata, eccetto per la tastiera. Cronista a Repubblica, dal 2013 Federica Angeli vive sotto scorta a causa delle minacce ricevute per le sue inchieste sulla criminalità organizzata a Ostia: ne ha fatto un’autobiografia, A mano disarmata, da cui viene ora il film omonimo, diretto da Claudio Bonivento, interpretato da Claudia Gerini, scritto da Domitilla Shaula Di Pietro con la collaborazione della giornalista.

Tra debolezze esplicite e ingenuità assortite, derivanti anche dal budget limitato e dalle riprese mordi-e-fuggi, ha però un pregio non equivocabile e un senso non differibile: nell’exemplum della Angeli, eroina poco borghese, inquadra il tradizionale fuoricampo del crime, nello specifico del mafia-movie, non solo privilegiando la vittima, ma di questa ancor più che il coté professionale, quello familiare, amicale, relazionale.

A tenere in resta la penna, perché “chi sta dalla parte giusta non perde mai”, è Federica, una credibile Gerini, ma l’inchiostro è un precipitato collettivo.

Cineasta di lungo corso, produttore di Mery per sempreRagazzi fuori, Ultrà e La scorta, regista di Altri uomini e Le giraffe, Bonivento guarda al genere, ma in maniera eterodossa, e mette in primo piano il quotidiano, perfino il prosaico: nessuna iperqualità agli eroi, bensì onestà di racconto e semplicità di vedute. Un film ad altezza d’uomo, pardon, di donna: la mitizzazione può attendere.

NOTE

- IL FILM SOSTIENE IL PROGETTO "MOVIEMENT - AL CINEMA. TUTTO L'ANNO".

- REALIZZATO CON IL SOSTEGNO DELLA REGIONE LAZIO.

- PRODUTTORE ESECUTIVO: VERONICA D'ALOISI.

- NASTRO D'ARGENTO PER LA LEGALITÀ 2019.

CRITICA

"(...) Claudio Bonivento, con spirito sociale, denuncia i fatti, le paure, le connivenze come in un film la cui destinazione è la tv, per diffusione a largo raggio di una vergogna nazionale che ha avuto un provvisorio happy end col processo, il 6 giugno 2018, ai malavitosi. Grazie anche all'impegno di Claudia Gerini e alle pagine del libro di Angeli, il film è una sempre utile lezione di coraggio civile in un momento in cui è massimamente utile, inquadrando il grave problema del rapporto tra pubblico e privato." (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 6 giugno 2019)

"(...) Nel film di Claudio Bonivento 'A mano disarmata', Claudia Gerini riesce a rendere le diverse sfaccettature di una personalità esemplare. Una donna a tutto campo, tenera con i figli, implacabile con i delinquenti, appassionata con il marito, inarrestabile nel lavoro. Una donna vera, non un'eroina con l'aureola. La verità fa male, l'importante è raccontarla con onestà e coerenza. Senza perdere mai il contatto con le cose semplici, quelle per cui si lotta." (Fulvia Caprara, 'La Stampa', 6 giugno 2019)

"(...) Sulla carta tutto perfetto: storia vera, eroina civile, un grande cineasta, prima possente produttore negli '80 poi anche bravo regista dai '90,come Bonivento affiancato dalla Gerini come star assoluta. Peccato che sullo schermo il risultato finale sia troppo fiacco e confuso. Da questi talenti ci aspettavamo di più." (Francesco Alò, 'Il Messaggero'. 6 giugno 2019)

"Il film su Federica Angeli (resa bene da Claudia Gerini), la giornalista di Repubblica divenuta, suo malgrado, famosa per aver denunciato, per prima, con i suoi articoli, i clan mafiosi che governavano Ostia. (...) La pellicola cerca di raccontare tutto questo e, in particolare, la reazione, spesso imprevedibile, di parenti, amici, conoscenti. Peccato quel taglio troppo da fiction, dialoghi compresi e l'inutile voce fuori campo." (A.S., 'Il Giornale', 6 giugno 2019)

"Con «A mano disarmata» il versatile e pugnace Bonivento si conferma tra i pochi professionisti italiani votati al buon cinema di genere. (...) La Gerini si cala anima e corpo nel ruolo (...), giovandosi del ritmo serrato del copione, rivisto da Shaula Di Pietro, e del resto del cast solido e credibile, ma scontando il compiacimento con cui s'esalta una donna «nata per fare la rivoluzione e dire la verità», il carisma un po' abusivo attribuito al noto quotidiano su cui tutt'ora scrive e il tono declamatorio che mitiga alquanto il pathos epico." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 15 giugno 2019)
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