A cavallo della tigre

ITALIA - 2001
A cavallo della tigre
Quarantenne simpatico e vitale, ma pieno di debiti, Guido vive a Milano. Per risolvere la sua situazione economica idea una rapina nella quale coinvolge la sua compagna Antonella, ballerina televisiva. Ma il colpo, male organizzato, va male a causa di un imprevisto. Guido viene arrestato mentre Antonella riesce a fuggire, senza essere identificata, portando con sé l'intero bottino. Due anni e sei mesi dopo, Guido sta per uscire di prigione quando due ergastolani lo coinvolgono - sotto minaccia di morte - in una evasione. Una volta fuori dal carcere, per evitare una nuova condanna, Guido non ha altra scelta che seguire i due. Ma il suo vero scopo è quello di ritrovare Antonella.
  • Durata: 107'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: RODEO DRIVE, RAI CINEMA, MARCO POCCIONI, MARCO VALSANIA
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION (2002)
  • Data uscita 8 Novembre 2002

CRITICA

"Anche il cinema italiano scopre il gusto del remake, sia pure d'autore. Come questo 'A cavallo della tigre' di Carlo Mazzacurati, lontanamente ispirato all'omonimo e sfortunato film di Comencini del '61. Fabrizio Bentivoglio è il balordo innamorato, costretto a evadere suo malgrado. Paola Cortellesi la complice che lo aspetta fuori. Tuncel Kurtiz il temibile galeotto turco che lo coinvolge nella fuga. Fiaba, avventura, sguardo ironico su certa Italia svelta e di poca memoria. Mazzacurati resta fedele al suo mondo. Ma stavolta pasticcia un po'". (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 8 novembre 2002)

"Con tutte le varianti, gli accorgimenti sociali, il turco e il marocchino, l'ambientazione a Milano, Carlo Mazzacurati ha provato a rifare quel film con Fabrizio Bentivoglio, Paola Cortellesi, Marco Messeri, Marco Paolini, personaggi marginali alla ricerca di una possibile sopravvivenza. Il risultato non è una grande riuscita. Sul film accompagnato dalle musiche di Ivano Fossati pesa una specie di imbarazzo, una sensazione di insicurezza e di poco convincimento, un volontarismo che non cancella la qualità né la bravura degli attori". (Lietta Tornabuoni, 'La Stampa', 8 novembre 2002)

"Remake molto libero di un film bello e sfortunato girato da Comencini nel '61, 'A cavallo della tigre' è un racconto ondivago, che incrocia alla rinfusa genere, tempi e stilemi, girando, vagando e deambulando quasi sempre a vuoto. Come critica a un 'Paese senza', il film è inerte e non colpisce, perfino Fabrizio Bentivoglio non sembra crederci granché e la Cortellesi ha poco da dire. E' una specie di gita esistenziale in cui si mescolano gangster, film carcerario, un po' di sentimenti e l'epica virile del galeotto sepolto in mare". (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 9 novembre 2002)

"Mazzacurati non cerca di aggiornare i meccanismi narrativi della commedia all'italiana (come fanno con risultati interessanti Cristiana Comencini e Paolo Virzì). Piuttosto cerca di dare una risposta all'interrrogativo dell'evaso Manfredi: ma chi ha detto che il mondo fuori dalla prigione sia meglio di quello dentro? Sono passato più di quarant'anni dal primo film e la risposta è, se possibile, ancora più cupa." (Paolo Mereghetti, Io Donna, 23/11/2002)
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy