99 Homes

USA - 2014
3/5
99 Homes
Dennis Nash è un padre di famiglia disperato che cerca di riavere indietro la sua casa, lavorando per l'agenzia immobiliare che gli ha pignorato l'abitazione. Ben presto, Dennis si troverà coinvolto non solo negli sfratti ai danni dei poveri proprietari indebitati, ma anche in un giro di sottrazione di denaro destinato al governo da parte del suo datore di lavoro. La situazione finanziaria di Dennis finalmente sembra riassestarsi, ma a farne le spese è la sua coscienza...
  • Durata: 112'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: ASHOK AMRITRAJ, RAMIN BAHRANI, KEVIN TUREN, JUSTIN NAPPI PER NORUZ FILMS
  • Distribuzione: LUCKY RED
  • Data uscita 11 Febbraio 2016

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
C'è ancora qualcosa da salvare del Sogno Americano? 99 Homes di Ramin Bahrani ci dice di no, che probabilmente è tutto finito, ma che l'America può sempre decidere di sognare diversamente, a patto di abbandonare pericolose e illusorie scorciatoie.
Bahrami torna in gara a Venezia due anni dopo At Any Price, anche quello un film sulle menzogne dell'American Dream, e sposta la mdp - sempre mobile, sempre elettrica - dai campi di mais delle industrie agricole dell'Iowa alle villette a schiera con giardino della Florida che i loro proprietari hanno acquistato attraverso banche fedifraghe e mutui spericolati. Quando non possono più permettersi di pagare arriva lui, Mike Carver (Michael Shannon), famelico agente immobiliare che, con l'aiuto di due compiacenti poliziotti, procede allo sfratto. Mike è un osso duro, spietato, astuto, che con le case ha fatto i soldi. Il meccanismo è semplice e complicato al tempo stesso - e Bahrani non si preoccupa troppo di chiarirlo - basti sapere che le case che requisisce le ricompra a prezzi stracciati e le rivende ad altri poveracci che probabilmente ricorerranno alle stesse banche che hanno rifilato ai precedenti i mutui di cui sopra.
E' un giochino squallido e crudele e ingiusto ma assolutamente legittimo: la legge sta dalla parte del capitale. O come dice Mike al suo promettente discepolo Dennis (Andrew Garfield), "l'America non fa credito ai perdenti".
Dennis è il personaggio centrale di questa storia scritta da Bahrani con Amir Naderi. Giovane operaio (Andrew Garfield) senza lavoro - la crisi ha affossato l'edilizia - perde la casa in cui ha sempre vissuto con madre (Laura Dern) e figlio (Noah Lomax) e viene sfrattato proprio da Mike. Il quale riconosce nel giovane però una qualità e una determinazione che farebbero al caso suo: non passerà molto da che Dennis, da sfrattato, si ritroverà a sfrattare, ma per la sua coscienza il prezzo diventerà sempre più alto.
La presenza di due star come Garfield e Shannon (e di  Dennis Quaid e Zac Efron nel precedente At Any Price) ci ricordano che il cinema di Bahrani non è più quello off e low-budget dell'inizio (di Man Push Cart e di Goodbye Solo per capirci) ma più "addomesticato" (produce Fox Searchlight). Prova ne sia che l'attacco frontale al sogno di ogni americano - poter diventare qualcuno pure se non sei nessuno (come Mike, che proviene da una famiglia operaia) - viene edulcorato nel finale, in cui il risveglio di una coscienza morale (del singolo e delle istituzioni) appare francamente posticcio.
Non funziona a dovere nemmeno il rapporto padre-figlio tra Shannon e Garfield, mai davvero connessi l'uno con l'altro: il primo è un personaggio senza evoluzione mentre il secondo di evoluzioni ne ha fin troppe.Resta a fuoco invece l'attenzione alle periferie e agli umanissimi corpi che le popolano, qualità principale del lavoro di Bahrani insieme alla sua capacità di costruire scenari narrativi palpitanti, vicini, veri; e di farci entrare nel mondo dei suoi personaggi senza il bisogno di dirci tutto (non sapremo mai perché Dennis è stato lasciato dalla madre di suo figlio), ma lasciandoceli incontrare così come sono, in un momento particolare della loro vita, e della nostra.

NOTE

- MENZIONE SPECIALE DEL PREMIO SIGNIS E PREMIO GIOVANI GIURATI DEL VITTORIO VENETO FILM FESTIVAL ALLA 71. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2014).

- MICHAEL SHANNON È STATO CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2016 COME MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA.

CRITICA

"Film bifronte, appassionante e teso per due terzi, scontato e prevedibile nel finale, '99 Homes' (99 case) racconta l'America che fu messa in ginocchio dalla crisi dei subprime. (...) II film (...) spiega trucchi e illegalità usati da questi agenti senza scrupoli, denuncia l'esplicita corresponsabilità (quando non la corruzione) della Giustizia e della Politica ma poi non ha il coraggio di essere coerente con le premesse e scivola nel più consolatorio dei moralismi. Annullando il buon lavoro (e la tensione) della prima parte." (Paolo Mereghetti, 'Corriere della Sera', 30 agosto 2014)

"(...) l'americano di origini iraniane Rahmin Bahrani (non confondere col pianista quasi omonimo), nel potente '99 Homes' affida allo schema arciclassico del patto col diavolo una storia moderna di rapacità. (...)Magari Bahrani non sempre guarda per il sottile. Ma il mix di astuzia, brutalità, perfidia, uso maligno di codici e cavilli, disprezzo per l'umanità («L'America non fa credito ai perdenti. È stata fatta dai vincenti, con i vincenti, per i vincenti») serra la gola in un'angoscia concreta e circostanziata, come solo il cinema Usa sa fare." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 30 agosto 2014)

"Raccontando la bolla del mercato immobiliare, le speculazioni che si nascondono dietro i mutui e il dramma di chi viene sfrattato dalla propria casa in due minuti, Ramin Barhani mostra (...) l'altra faccia dell'America, quella più corrotta e crudele. Il suo «99 Homes», con gli strepitosi Andrew Garfield e Mike Shannon, è stato un'altra nota positiva del concorso." (Titta Fiore, 'Il Mattino', 30 agosto 2014)
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