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FRANCIA - 2008

CAST

NOTE

- I CORTOMETRAGGI "SIDA" (17') DI GASPAR NOE' E "THE WATER DIARY" (18') DI JANE CAMPION SONO STATI PRESENTATI FUORI CONCORSO AL 59MO FESTIVAL DI CANNES (2006).

- FUORI CONCORSO AL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI ROMA (III EDIZIONE, 2008) NELLA SEZIONE 'CINEMA 2008'.

CRITICA

"Sorpresa. Il film collettivo sugli Otto Obiettivi di sviluppo del Millennio solennemente sanciti dalle Nazioni Unite nel 2005 è un piccolo gioiello. Si sa come vanno di solito queste cose: buoni propositi, nobili cause, magri risultati artistici. Stavolta no: su otto cortometraggi diretti da otto grandi firme, solo due deludono, volantini firmati senza una vera idea (fuori i nomi: i pigroni sono Mira Nair, 'Promuovere l'uguaglianza tra i sessi', e il nostro amato Gus Van Sant, 'Diminuire la mortalità infantile'). Il resto va di sorpresa in sorpresa. Non solo i film illustrano egregiamente la causa, ma si guardano con vero piacere. I più in forma, e la cosa fa doppiamente notizia visto che ultimamente non ne azzeccano una, sono Wim Wenders e Jane Campion." (Fabio Ferzetti, 'Il Messaggero', 24 ottobre 2008)

"Le regie sono di Abdehrammane Sissoko, Gaspar Noè, dell'attore Gael Garcia Bernal, di Gus van Sant, Jane Campion, Jan Kounen, Mira Nair e Wim Wenders. Il quale, se tutti hanno seguito una strada didascalica e ideologica, ha dato il contributo più originale." (Paolo D'Agostini, 'la Repubblica', 24 ottobre 2008)

"Un cartello iniziale rimarca che gli otto film non rappresentano il punto di vista delle Nazioni Unite. Una precisazione, una dissociazione incomprensibile dopo aver visto queste opere. 'In aprile le Nazioni Unite ci hanno contattato e ci hanno chiesto di ritirare il film di Mira Nair, perché trovavano che insultasse l'Islam. Noi, allora, abbiamo tolto il loro logo dal progetto. Non contenti sembra che abbiano contattato Cannes e altri festival minori, premendo perché non fossimo selezionati. Nonostante questo saremo in ben 130 rassegne'. In certi casi il valore estetico deve piegarsi a quello etico e così anche se queste otto opere hanno caratteri di forte discontinuità (il gioiello di Jane Campion non è comparabile, per esempio, al brutto, e non cattivo, corto di Mira Nair) rimangono un simbolo di lotta politica e ideale. Da sostenere senza se e senza ma." (Boris Sollazzo, 'Liberazione', 24 ottobre 2008)

"Poesia e denuncia, cifre allarmanti e storie esemplari di malattie, pregiudizi, ingiustizie. Il
capitolo più intenso lo firma la Campion, occupandosi di siccità. Wenders se la prende con i mass-media insensibili facendo uscire letteralmente dai video di una sala regia 'gli esclusi' oggetto di manipolazione televisiva. Si parte con le contestazioni al G8 del 2007 (spunta un mascherone di Prodi), si chiude con Bono che canta 'Keep the promises'. E ti pareva?" (Michele Anselmi, 'Il Riformista', 24 ottobre 2008)

"In appoggio alla connessa campagna contro la povertà e il sottosviluppo, Wenders, Van Sant, Sissako, Noé, Nair, Kounen e Garcia Bernal si limitano al compito didascalico e solo l'episodio australiano di Jane Campion ('The Water Diary') comunica il surplus emotivo di un'autonoma narrazione." (Valerio Caprara, 'Il Mattino', 24 ottobre 2008)
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