5 è il numero perfetto

ITALIA, BELGIO, FRANCIA - 2019
2,5/5
5 è il numero perfetto
Napoli, anni Settanta. Peppino Lo Cicero, killer della camorra ormai in pensione, è orgoglioso della carriera che il figlio sta intraprendendo nella gerarchia criminale. Quando questi viene freddato in un agguato, la vendetta è l'unica strada possibile per un uomo d'onore. Si rivolge così a Totò, suo vecchio amico, guappo come lui, e a Rita, la donna che lo ama e aspetta da vent'anni. Peppino dovrà essere più feroce e abile dei suoi nemici per salvare la vita propria e delle persone che ama. Solo alla fine del suo percorso potrà finalmente ricominciare una nuova esistenza lontano dalla città in cui è nato e che non ha mai lasciato; ma come in un crudele scherzo del destino sarà anche il momento in cui scoprirà di essere stato vittima di un diabolico tradimento.
  • Durata: 106'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO
  • Produzione: MARINA MARZOTTO E MATTIA ODDONE PER PROPAGANDA ITALIA E ELDA FERRI PER JEAN VIGO ITALIA CON RAI CINEMA; COPRODOTTO POTEMKINO FILM (BELGIO) E MACT PRODUCTIONS E CITÉ FILM (FRANCIA)
  • Distribuzione: 01 DISTRIBUTION
  • Data uscita 29 Agosto 2019

TRAILER

RECENSIONE

di Andrea Giovalè
Igort debutta alla regia, e sceglie per farlo 5 è il numero perfetto, tra i suoi graphic novel più celebri e di maggior successo. E dopo aver arricchito il suo immaginario, e il suo stile nel ritrarlo, tra Francia e Oriente, il suggestivo palcoscenico del suo esordio sul grande schermo, in concorso alle Giornate degli Autori di Venezia76, è una cupissima Napoli noir.

Ancora netta, la deformazione professionale per la vignetta: panoramiche o dettagli in apertura di sequenza, tensione dinamica tra campi lunghi e primi piani, lenti movimenti di macchina e fotografia dai colori empatici (non a caso le lunghe piogge, da notte buia e tempestosa).

Nel prezioso gioco di contrasti, ombre e lampi, la voce di Toni Servillo accompagna la narrazione, e meglio quando da fuori campo. Carenze, infatti, emergono nell’azione “dal vivo”: prevedibili le svolte iniziali, poi coreografia e rallenty prevalgono sulla sensazione di pericolo. Il film si lascia contemplare, ma quasi mai invadere.

La guida tutelare vorrebbe essere Sin City (il fumetto, non il film), edulcorata dal racconto francese e giapponese. Si produce quindi un equilibrio delicato. Gli stessi comprimari, Golino e Buccirosso, sono eclissati dal protagonista: i 5 capitoli compongono il suo monologo.

Nei suoi occhi stanchi, dietro al naso gobbuto, il conflitto è attutito da una patina di malinconia: quella del neoregista a consegnarsi al mondo del cinema, o quella del killer a lasciar andare il passato? Un’eredità dolceamara che, nonostante i difetti, si distingue dal resto e dal solito. Forse 5 non è il numero perfetto, ma ha potenziale.

NOTE

- PRODUTTORE ESECUTIVO: GABRIELE ORICCHIO.

- IN CONCORSO ALLE XVI GIORNATE DEGLI AUTORI (VENEZIA, 2019).

- DAVID DONATELLO 2020 PER: MIGLIORE ATTRICE NON PROTAGONISTA (VALERIA GOLINO). ERA CANDIDATO: MIGLIORE REGISTA ESORDIENTE, MIGLIORE ATTORE PROTAGONISTA (TONI SERVILLO), MIGLIORE ATTORE NON PROTAGONISTA (CARLO BUCCIROSSO), MIGLIORE SCENOGRAFIA, MIGLIORE COSTUMISTA, MIGLIORE TRUCCATORE (ANDREINA BECAGLI), MIGLIOR SUONO, MIGLIORI EFFETTI VISIVI VFX.
2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy