24/25 - Il fotogramma in più

ITALIA - 2018
4/5
24/25 - Il fotogramma in più
Lo schermo grande e lo schermo piccolo, il fotogramma e il semiquadro, la meccanica e l'elettronica, l'emulsione fotografica e il pixel. Comporre quantità di frammenti, di spezzoni, di frazioni del rapporto cinema e televisione cercando un andamento fluido e una progressione narrativa. Il documentario torna alla radice del rapporto tra il cinema, che si proietta a 24 fotogrammi al secondo, e la televisione, che trasmette a 25 fotogrammi al secondo. Ripercorre con leggerezza alcune tappe della storia cinetelevisiva in Italia, con il lussureggiante materiale d'archivio delle Teche Rai e due illustri talking heads: il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore e il giornalista e scrittore Corrado Augias. Da "Le miserie del signor Travet" a "Guglielmo il dentone", da "La terrazza" a Nanni Moretti, da "Lascia o raddoppia" a Anna Magnani, protagonisti, titoli ed emozioni di una relazione conflittuale, vitale e divertente.
  • Altri titoli:
    24/25 The Extra Frame
  • Durata: 50'
  • Colore: B/N-C
  • Genere: DOCUMENTARIO
  • Produzione: RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA - RAI MOVIE

RECENSIONE

di Giulia Lucchini
Cinema e televisione: amici o nemici? Simili o diversi? Mano nella mano o separati? Probabilmente da sempre entrambe le cose. Su questo rapporto ambivalente riflette il doc, presentato alla Mostra del cinema di Venezia nella sezione classici documentari sul cinema, dal titolo 24/25 - Il fotogramma in più, diretto da Giancarlo Rolandi e Federico Pontiggia.

Sottolineando da subito la differenza di identità tecnica (il cinema va a 24 fotogrammi al secondo, la tv a 25) questo documentario ci mostra come invece questi due linguaggi così diversi si siano incontrati milioni di volte. Dal primo film trasmesso dalla neonata Rai nel 1954 Le miserie del signor Travet di Mario Soldati, che poi ha proseguito lavorando solo per la televisione con viaggi attraverso la cultura e la conoscenza dell’Italia, al mitico quiz televisivo condotto da Mike Bongiorno Lascia o raddoppia fino allo strepitoso Guglielmo il dentone (episodio del film I complessi) nel quale Alberto Sordi interpreta un giovane e brillante giornalista dalla dentatura prominente che aspira a diventare lettore del Telegiornale Rai, questo film ci evidenzia un continuo scambio tra il cinema e la televisione all’interno di una loro sostanziale autonomia.

Nonostante i contrasti (Fellini e la pubblicità che interrompe il film “un’emozione”) cinema e tv da sempre si arricchiscono reciprocamente (la televisione prende in giro con sarcasmo il grande cinema con L’amico del giaguaro e La corazzata Potemkin, successivamente ripreso da Paolo Villaggio con il suo mitico Fantozzi), si integrano (Moretti in Sogni d’oro) e insieme ampliano la comunicazione e il territorio culturale e sociale.

Il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore e il giornalista Corrado Augias ci conducono in questa riflessione attraverso il materiale d’archivio delle Teche Rai, spesso dimenticato. Ne esce fuori un omaggio nostalgico, tenero e allo stesso tempo ironico per due forme di spettacolo che si sono guardate con sospetto ed ostilità, come una vecchia coppia che ha litigato per tutta la vita, ma che non si è mai separata, e che ora, con l’arrivo delle nuove tecnologie (internet, youtube, netflix), deve trovare un accordo e un sostegno reciproco. Lo sguardo dello spettatore, presente per tutto il doc, è Il filo conduttore e il vero protagonista per entrambi: guardare è un’esperienza complessa che ci può aiutare a comprendere il mondo. Il cinema e la tv hanno da anni questo compito.

NOTE

- RICERCHE DI REPERTORIO: FEDERICO BONELLI.

- CURATRICE: ALESSANDRA CLEMENTINI.

- IN CONCORSO ALLA 75. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2018) NELLA SEZIONE 'VENEZIA CLASSICI-DOCUMENTARI'.
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