2047 - Sights of Death

ITALIA - 2014
3/5
2047 - Sights of Death
2047. Il pianeta Terra è cinicamente guidato da un governo confederato centrale e i paesi che non hanno aderito sono terra bruciata. E' su questo sfondo che Sponge, capo dell'organizzazione ribelle di GreenWar, decide di affidare l'agente Ryan una missione per raccogliere prove con cui inchiodare l'ala militare del governo, rea secondo lui di efferati crimini. Con l'aiuto di Tuag, una sopravvissuta e forse una mutante, innocente quanto sanguinaria, Ryan dovrà così vedersela con il temibile colonnello Asimov, che ha al suo fianco il maggiore Anderson e alcuni mercenari senza scrupoli guidati da Lobo, e la sua missione si trasformerà presto in una intima resa dei conti, che riguarda molto da vicino il suo tormentato passato.
  • Altri titoli:
    S.O.D. - Sights of Death
  • Durata: 85'
  • Colore: C
  • Genere: AZIONE, FANTASCIENZA, THRILLER
  • Produzione: ANDREA IERVOLINO E MONIKA BACARDI PER RED NEW LINE, AMBI PICTURES
  • Distribuzione: AMBI DISTRIBUTION
  • Data uscita 24 Luglio 2014

TRAILER

RECENSIONE

di Gianfrancesco Iacono

Un dream team di tutto rispetto: Danny Glover, Stephen Baldwin, Rutger Hauer, Daryl Hannah e la iena Michael Madsen per un action fanta-apocalittico completamente scritto, prodotto e girato in Italia. Onore, innanzitutto, ai due produttori Monika Bacardi e Andrea Iervolino che con la loro AMBI, casa di produzione internazionale, potrebbero in futuro spalancare molte porte alle italiche glorie.  Nel 2047, una spietata Confederazione guida le sorti della Terra con pugno di ferro. Su di un altro fronte, il gruppo ribelle di GreenWar è alla ricerca di testimonianze sui genocidi perpetrati dalle gerarchie militari del governo confederato. Su mandato di Sponge (Glover), l’anziano capo dei ribelli, l’agente Ryan Willburn (Baldwin) è spedito in missione nel tentativo di recuperare un prezioso database, ma sulla sua strada incontra il sadico colonnello Asimov (Hauer), affiancato dal bel maggiore Anderson (Hannah) e dal losco mercenario Lobo (Madsen) e la sfida diventerà ben presto una resa dei conti all’ultimo sangue. A completare il lotto, ci pensa una mutante dai misteriosi poteri di nome Tuag (Neva Leoni) che prenderà, immancabilmente, le parti del ribelle Willburn.       Non più solo Hollywood, dunque, a tentare produzioni di genere coraggiose a sufficienza per puntare a una distribuzione internazionale: cast di primo livello (c’è bisogno di specificare i due divi di Blade Runner?) e risorse tecniche adeguate a voler sfatare quel tremendo “vorrei, ma non posso” di tante produzioni velleitarie del settore.  Siamo esattamente a metà strada tra operazioni come L’arrivo di Wang (2011) dei Manetti Bros, sci-fi low budget e necessariamente intimista, e produzioni faraoniche come il recente Snowpiercer (2013) del coreano Bong Joon-ho, che ha in sostanza reinventato la fantascienza d’autore. Con il nostro 2047 – Sights of Death, tuttavia, siamo ben lontani da quei livelli, intendiamoci. La sceneggiatura della giovane promessa Tommaso Agnese si lascia apprezzare per la sua coerenza di fondo e per l’adesione, spudoratamente manichea, ai cliché della science fiction made in USA, e infine per una certa inventiva nel dosare al punto giusto i colpi di scena (quello finale, a proposito, non è niente male, ma non sveliamo di più…). Da rivedere, invece, l’umorismo non sempre pungente e che, più di una volta, fa il verso al peggior Quentin Tarantino.
Fotografia gelida, “americana” nel miglior senso del termine, quella di Davide Manca.
Regia corretta, essenziale, quella di Alessandro Capone, che dimostra di saper reggere l’impatto col genere e con un cast di divi imbolsiti ma ruspanti, anche se il gigioneggiare di Rutger Hauer, replicante d’altri tempi, forse è davvero troppo.

NOTE

- IL FILM ERA STATO INIZIALMENTE VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI. LA REVISIONE MINISTERIALE DEL LUGLIO 2014 HA ELIMINATO IL DIVIETO.

CRITICA

"'2047' di Alessandro Capone (...) scippa la carta d'identità hollywoodiana alla science fiction e ne fa cosa nostra: scritto, prodotto (Ambi) e girato in loco, un coraggioso tentativo di riesumare il genere su scala internazionale. (...) Topoi americanissimi, divi arrugginiti ma tosti, colpi di scena a segno e battute fuori luogo: buonina la prima, a quando la seconda?" (Federico Pontiggia, 'Il Fatto Quotidiano', 24 luglio 2014)

"Spiacerà a coloro che magari sono entrati nel cinema attirati da un cast zeppo di nomi un tempo favolosi (Rutger Hauer, Danny Glover, Madsen, Daryl Hannah). Che magari sarebbero ancora di favola se giostrati da un Tarantino. Purtroppo il datore di lavoro è un oscuro produttore italiano. Capone dirige onestamente, ma non può fare granché col suo budget da poareto." (Giorgio Carbone, 'Libero', 24 luglio 2014)

"Gli anglofoni lo chiamano 'guilty pleasure'. Per noi potrebbe essere: piacere perverso. Film così sconclusionati da risultare quantomeno divertenti. Rientra nella categoria '2047', fantascienza apocalittica nostrana con ex star diretta dall'eclettico Capone (in Concorso al Festival di Roma 2007 col dramma francese al femminile 'L'amore nascosto', con scontro madre-figlia tra Isabelle Huppert e Mélanie Laurent). Qui invece assistiamo allo scontro di battute truci più che di proiettili o bombe tra i ribelli capitanati da Glover (il poliziotto nero della saga anni '80 'Arma letale') e Baldwin ('I soliti sospetti') contro i fascisti della Confederazione retta da un perfido Rutger Hauer (il più divertito), mentre Hannah ('Splash', 'Wall Street', 'Kill Bill') soldatessa perbene e Madsen ('Le iene') garrulo mercenario che ride anche quando gli sparano in testa. Autoironico ai limiti del nonsense (...). Quindi meno trash di quello che sembra." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 24 luglio 2014)
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