20 sigarette

ITALIA - 2010
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20 sigarette
Il 28enne Aureliano, anarchico e antimilitarista, nonostante le sue convinzioni, le critiche e le preoccupazioni di amici e familiari decide di partire per l'Iraq in qualità di aiuto regista di Stefano Rolla, impegnato nelle riprese per un documentario sulla 'missione di pace' dei militari italiani. Il ragazzo si troverà ben presto catapultato in quell'universo militare che lui non ha mai approvato e su cui ha molti pregiudizi, ma diverrà anche consapevole che tra coloro che incontra vige una umanità e un senso di fratellanza che, in fondo, appartengono anche a lui. Poi, il 12 novembre 2003, l'attentato di Nassiriya cambierà per sempre la sua vita: Stefano Rolla non tornerà più e Aureliano, pur gravemente ferito, sarà l'unico civile sopravvissuto alla strage.
  • Altri titoli:
    Venti sigarette
  • Durata: 94'
  • Colore: C
  • Genere: BIOGRAFICO, DRAMMATICO, GUERRA
  • Tratto da: libro "Venti sigarette a Nassirya" di Aureliano Amadei e Francesco Trento (ed. Einaudi)
  • Produzione: TILDE CORSI, GIANNI ROMOLI, CLAUDIO BONIVENTO PER R&C PRODUZIONI, RAI CINEMA, ALHAMBRA FACTORY
  • Distribuzione: CINECITTA' LUCE - DVD E BLU-RAY: CG HOMEVIDEO (2011)
  • Data uscita 8 Settembre 2010

TRAILER

RECENSIONE

di Federico Pontiggia
Aureliano Amadei è l'unico civile sopravvissuto alla strage di Nassirya nel 2003: a terra rimasero 19 italiani, lui, pur gravemente ferito, se la cavò. Ma ancora oggi ne porta i segni: una caviglia in necrosi, i timpani esplosi, le schegge in corpo.
Eppure, quella tragedia collettiva e individuale non l'ha piegato al silenzio, tutt'altro. A novembre 2003, Aureliano, 28 anni d'anarchia e precariato, esperienze d'attore e desideri di regia, era andato in Iraq per fare l'aiuto regista a Stefano Rolla: finì prima all'ospedale americano di Nassirya e poi al Celio di Roma, con politici, militari, giornalisti a sfilare davanti al letto dell'“eroe per caso”.
Ma Amadei non è rimasto zitto, è passato dall'altra parte, quella che l'aveva ridotto a oggetto di racconto, se non compassione: la sua esperienza, viceversa, l'ha raccontata lui, prima con un libro, poi a teatro, infine con un film.
20 sigarette è la sua opera prima: il bravo Vinicio Marchioni lo interpreta, Carolina Crescentini è l'amica Claudia, Giorgio Colangeli Stefano Rolla.
Vincitore del Controcampo Italiano alla Mostra di Venezia, dall'8 settembre in sala con Cinecittà Luce, è un film costruito in prima persona, singolare e soggettiva, che cerca di mixare intimismo psicologico e action spettacolare, primo piano privato e campo lungo pubblico, accenti guerrilla-style e codice fiction, montaggio parossistico e tradizionale scansione narrativa. La sintesi dovrebbe  catalizzare la riflessione sulla guerra: gli uomini prima della divisa, il rifiuto senza se e senza ma alle “missioni di pace” all'estero. Dovrebbe, appunto, perché lo sguardo di Amadei se rimane sincero e ovviamente coinvolto concede molto, forse troppo al pathos, all'astigmatismo mélo in una poetica illustrativa, impressionista, se non didascalica.
Così, le sferzate in soggettiva, il graffio espressionista più che da contrappunto fa da spia: di una sana intenzione memoriale che da sperimentale che si voleva si è ritrovata tra i paletti delle logiche produttive. Ciò non smussa la testimonianza storica e umanistica di Amadei, ma insieme ne trasla l'ideale collocazione: non più il cinema senza se e senza ma, ma uno schermo che agevolmente si farà piccolo, in prima serata. La tragedia, ovviamente, è quella che inquadra, ma rimane sventurato un Paese che ha bisogno di eroi televisivi.
 

NOTE

- REALIZZATO CON CON IL CONTRIBUTO DELLA REGIONE LAZIO TRAMITE FI.LA.S. SPA E DEL MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI CON IL SUPPORTO DI ROMA LAZIO FILM COMMISSION.

- VINCITORE DELLA SEZIONE 'CONTROCAMPO ITALIANO' ALLA 67. MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA (2010), L'ATTORE VINICIO MARCHIONI HA RICEVUTO INVECE UNA MENZIONE SPECIALE DALLA GIURIA. IL FILM HA VINTO ANCHE IL 'PREMIO FRANCESCO PASINETTI (SNGCI)' E IL PREMIO 'ARCA CINEMAGIOVANI' COME MIGLIOR FILM ITALIANO.

- DAVID DI DONATELLO 2011 PER: MIGLIORI PRODUTTORI, MONTATORE, EFFETTI SPECIALI VISIVI E DAVID GIOVANI. ERA CANDIDATO ANCHE PER: MIGLIOR REGISTA EMERGENTE, ATTORE PROTAGONISTA (VINICIO MARCHIONI), DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA E FONICO DI PRESA DIRETTA.

- NASTRO D'ARGENTO 2011 A CAROLINA CRESCENTINI COME MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA (PREMIATA ANCHE PER "BORIS IL FILM") E A MARIO IAQUONE PER IL MIGLIOR SONORO IN PRESA DIRETTA (PREMIATO ANCHE PER "IL GIOIELLINO"). LE ALTRE CANDIDATURE ERANO: MIGLIOR REGISTA ESORDIENTE E PRODUTTORE.

CRITICA

"Un premio alla 'densità del racconto', a un film in cui è forte 'l'esercizio della libertà'. '20 sigarette' di Aureliano Amadei, il film sull'attentato del 2003 alla caserma italiana di Nassiriya in Iraq, ha vinto la Sezione Controcampo Italiano alla 67esima Mostra del Cinema di Venezia. Menzione speciale per l'attore protagonista Vinicio Marchionni. Amadei è l'unico civile sopravvissuto all'attentato che uccise, il 12 novembre del 2003, diciannove italiani: pur gravemente ferito, riuscì a mettersi in salvo. Era a Nassiriya per fare da assistente al regista Stefano Rolla. (...) Un film che, nel giorno della sua proiezione a Venezia, ha suscitato molte polemiche." ('Repubblica', 10 settembre 2010)

"Aureliano Amadei, che qui esordisce nel lungometraggio, è stato anche autore di documentari, attore e regista teatrale. (...) Le pagine più terribili sono quelle dell'attentato, dure, realistiche, con la macchina a mano che mette in fortissima evidenza il sangue, le conseguenze disastrose della bomba, prima lo sconcerto e gli interrogativi dei militari di fronte a quella situazione inaspettata, poi l'orrore, il dolore, l'arrivo delle prime ambulanze perché a qualcosa si riesca a trovar rimedio: con quella faccia del protagonista sempre in primo piano devastata dalle ferite e con l'idea che la morte ormai sia vicina. In seguito, nei vari ospedali, con l'avvicendarsi di parenti, di amici e di personalità, non tutto è così teso ed anzi rischia in più punti di cedere ad una aneddotica che, pur certamente desunta da situazioni autentiche, scivola un po' nel facile, specie quando la conclusione alterna la polemica a una cifra che, in seno alla famiglia, si avvia verso la possibilità di una pacificazione personale. L'impresa va accolta comunque con rispetto. Tra l'altro è raro che al cinema una storia sia rievocata, sia pure per interposta persona, da chi l'ha vissuta direttamente." (Gian Luigi Rondi, 'Il Tempo', 10 settembre 2010)

"'20 sigarette' qui a Venezia, titolo arrivato in sordina, quasi ignorato, figlio di un tardo-adolescente da centro sociale, anarchico per fede ma anche per diletto, costretto a crescere e ad invecchiare in un giorno solo, il 12 novembre2003. (...) Un inferno in soggettiva in cui la pelle dello spettatore stesso si riempie di ferite e non c'è modo di uscire da quell'incubo. (...) '20 sigarette' è un'opera prima e quindi vale doppio. E' il più bel film contro la guerra che abbiamo visto negli ultimi anni. Per il momento freghiamocene delle polemiche e andiamo di corsa in sala (...) a vederlo." (Roberta Ronconi, 'Liberazione', 7 settembre 2010)
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