2 + 5 Missione Hydra

ITALIA 1966
Durante un terremoto, un contadino crede di vedere un veicolo spaziale scomparire fra le colline d'una zona disabitata. Subito dopo, il terreno circostante inaridisce in modo inspiegabile e perciò l'istituto di Geologia incarica di un sopralluogo lo scienziato Solmi, che si reca sul posto con gli assistenti e la figlia Luisa. Risvegliatisi da una volontaria ibernazione gli astronauti di un lontano pianeta, Hydra, effettivamente atterrati, catturano Solmi ed i suoi e, dopo averli costretti ad effettuare alcune riparazioni all'astronave in avaria, li rapiscono e partono per il pianeta d'origine. Nel corso del viaggio, terrestri e hydriani, che hanno avuto modo di fraternizzare, incontrano un'astronave russa che trasmette allarmanti comunicazioni. Ridiscesi sulla terra, Solmi e gli altri scoprono che in seguito ad una guerra atomica la vita su questo pianeta è stata del tutto distrutta. Tornano perciò ad Hydra, a sua volta coinvolta dalle tragiche vicende terrestri e la eleggono loro residenza, con la speranza di dare origine ad una schiatta migliore.
SCHEDA FILM

Regia: Pietro Francisci

Attori: Aldo Caltabiano - Ing. Borelli, Anthony Freeman - Ing. Baldi, May Leontine - Luisa Solmi, Roland Lesaffre - Prof. Solmi, Kirk Morris - Ben, Eleonora Ruffo - Phena, John Sun, Mirella Pamphili, Giovanni De Angelis, Gordon Mitchell - Il Comandante, Nando Angelini

Soggetto: Fernando Paolo Girolami

Sceneggiatura: Pietro Francisci

Fotografia: Silvano Ippoliti, Giulio Albonico

Musiche: Nico Fidenco

Montaggio: Pietro Francisci

Scenografia: Gianfrancesco Ramacci

Durata: 90

Colore: C

Genere: FANTASCIENZA

Specifiche tecniche: EASTMANCOLOR

Tratto da: UN'IDEA DI FERNANDO PAOLO GIROLAMI

Produzione: GOLDEN

Distribuzione: ITALCID

NOTE
- KIRK MORRIS E' LO PSEDONIMO DI ADRIANO BELLINI.
CRITICA
"E' difficile immaginare film più fiacco e infantile, più spoglio del senso elemntare del cinema (...) nessuna grazia, nessun fascino; il più mediocre dei film giapponesi di fantascienza è più scintillante e lussuoso di questo di Francisci". (J.M.S. "Reveu du Cinema", 282, Parigi, marzo 1974)