17 anni (e come uscirne vivi)

The Edge of Seventeen

USA - 2016
3,5/5
17 anni (e come uscirne vivi)
La vita alle scuole superiori è tutt'altro che facile per l'adolescente Nadine. Quando poi suo fratello maggiore Darian, decisamente più popolare di lei tra i compagni, inizia a uscire con la sua migliore amica Krista, Nadine inizia a sentirsi più sola che mai. Qualcosa si rompe tra le due amiche che, nel giro di poco tempo, diventeranno acerrime nemiche. Tuttavia, l'amicizia inaspettata con Erwin, un ragazzo gentile e premuroso, aprirà per Nadine un barlume di speranza perché le cose possano migliorare...
  • Durata: 104'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, DRAMMATICO
  • Produzione: GRACIE FILMS, STX ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA (2017)
  • Data uscita 30 Marzo 2017

TRAILER

RECENSIONE

di Gianluca Arnone
Quando non è volgarmente ottusa, la commedia adolescenziale americana sa anche tirare fuori dal cilindro opere di sorprendente profondità e di grande leggerezza. Succede spesso con il versante indie del teen movie, soprattutto quando il teen movie ha la forza di emanciparsi dal suo stesso versante e dalle sue prescrizioni. Tutte le volte cioè che non camuffa il tipico film Sundance, le location amene, le famiglie disfunzionali, le cornici antropologiche sbilenche.

17 anni (e come uscirne vivi) è una di queste commedie, non fosse altro perché ambientata nell’agiata middle class della California del Sud, dove il sole rallegra comunque le giornate e i poco abbienti devono accontentarsi di tenere in giardino una piscina non emozionale.
Ma di tutto questo poco importa a Nadine (Hailee Steinfeld), teenager solitaria, complessata e sboccata che, già orfana dell’amato padre, ha appena perso l’unica amica che aveva, l’anonima Krista (Haley Lu Richardson), finita tra le braccia dell’odiato fratello Darian (Blake Jenner), un vincente con un sorriso pubblicitario stampato in faccia. A placare le turbolenze emotive tipiche dell’età ci dovrebbe pensare la madre (Kyra Sedgwick), ma anche lei soffre di vedovanza precoce, ha le sue paturnie sentimentali da gestire, la menopausa che incombe, il dentista del fine settimana. Non resta che il compagno con gli occhi a mandorla gentile e interessato (Hayden Szeto) e l’impenetrabile e sarcastico professore di storia, Mr. Bruner (Woody Harrelson), a cui Nadine ha appena comunicato le proprie volontà suicide nel folgorante incipit del film.

Insomma, in questo simpatico esordio di Kelly Fremon Craig, presentato a Toronto, ritroviamo gli elementi tipici del racconto di maturazione da mondo high school, con una protagonista inevitabilmente incompresa e conseguentemente alienata dal contesto, che si prenderà le sue rivincite e anche la sua dose di istruttivi calci nel sedere. E registriamo con una certa ammirazione la sorprendente capacità del cinema americano di rigenerare ogni volta il teen movie senza stravolgerne mai la struttura. Qui la differenza manco a dirlo la fa una scrittura felicissima (della stessa Kelly Fremon Craig), capace di bilanciare come poche annotazioni realistiche, graffiante ironia e coinvolgente sensibilità. È la sceneggiatura a restituire allo sfondo un rilievo piscologico e umano appropriato, regalando a ogni personaggio il proprio spazio, conferendo all’operazione una dimensione semi-corale. Ma il copione, senza questi magnifici attori, sarebbe lettera morta.
Da Hailee Steinfeld, che ha sfiorato il premio per la migliore performance ai Critics’ Choice Awards e ai Golden Globes (nominata in ambedue i casi), a Woody Harrelson, che si vede poco e parla anche meno ma assicura il necessario controcanto (u)morale al film, si fa a gara a chi è più bravo. Ovviamente a vincere è il film.

NOTE

- HAILEE STEINFELD È STATA CANDIDATA AL GOLDEN GLOBE 2017 COME MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA.

CRITICA

"(...) un teen movie fresco e sorprendente, che deve più alla vecchia tradizione del cinema da studio che alle digressioni idiosincratiche e fronzolute di certe produzioni indie. Un romanzo di formazione non nella vena diabolica, bitchy, di 'Heathers' e 'Mean Girls', o in quella esplosiva di 'Spring Breakers', ma secondo il canone lirico, intimista, letterario, di 'Perks of a Wallflower', 'Say Anything', 'Fast Times at Ridgemont High' e dei film di John Hughes. Aiuta questa dimensione quasi diaristica il fatto che la protagonista del film, afflitta da una giaccavento orribile, dalla brutta abitudine di indossare calze di nylon velate con le high tops e dalla lingua tagliente di un'eroina da screwball, sia una ragazzina ipersolitaria e ipercritica. (...) La sceneggiatrice /regista esordiente Kelly Fremon Craig sceglie la distanza giusta per osservare questo ennui da liceo - mai troppo vicino da renderlo caricatura, o troppo lontano da renderlo freddo. (...) Fremon Craig, che cita tra le sue ispirazione 'The Breakfast Club' e che, dopo aver fatto leggere la sceneggiatura a James Brooks, ha passato due anni a riscriverla intervistando teen ager per coglierne la lingua giusta, non ci risparmia nulla del pessimo carattere della sua protagonista. E alla fine, in questo saggio film sull'adolescenza, i mulini a vento di Nadine non sono poi così diversi da quelli di tutti noi adulti." (Giulia D'Agnolo Vallan, 'Il Manifesto', 30 marzo 2017)

"(...) Kelly Fremon Craig (...) ha scritto, diretto e prodotto una commedia intelligente, non zuccherosa e che - anzi - alterna lo humour con sfumature più drammatiche. Imperdibili le scene in cui Nadine (...) battibecca col suo professore di letteratura Bruner, al secolo WoodyHarrelson in una parte diversa dalle solite." (Roberto Nepoti, 'La Repubblica', 30 marzo 2017)

"Dedicato a tutti gli adolescenti che vi rinfacciano di far parte della generazione che non (Ii) capisce. (...) Woody Harrelson che bravo (...). Da vedere insieme, genitori e figli." (AS ,'Il Giornale', 31 marzo 2017)
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