17 Again - Ritorno al liceo

17 Again

USA - 2009
3/5
17 Again - Ritorno al liceo
La vita di Mike O' Donnell, promessa del basket giovanile, non ha preso la piega che lui aveva sperato tanto che rimpiange i bei tempi delle scuole superiori. Poi un giorno, improvvisamente, il suo desiderio viene esaudito e si trova nuovamente a vivere i suoi 17 anni...
  • Durata: 102'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA
  • Produzione: OFFSPRING ENTERTAINMENT
  • Distribuzione: WARNER BROS. PICTURES ITALIA
  • Data uscita 15 Maggio 2009

TRAILER

RECENSIONE

di Giulio Brillarelli

Trentasettenne frustrato sul lavoro e sull’orlo del divorzio ringiovanisce per magia di vent’anni. Deciso a tornare a scuola per diventare il campione di basket che un tempo rinunciò ad essere, Mike O’Donnell (Zac Efron) si troverà invece a dare una mano ai figli, alle prese con le difficoltà tipiche dell’adolescenza, e a cercare di riconquistare la moglie (Leslie Mann) prima che sia troppo tardi. Il classico interrogativo “E se invece quella volta avessi…?” , una cornucopia che non smette di sfornare sceneggiature ad Hollywood – giusto il prossimo 12 giugno esce Ghosts of girlfriends past -, in 17 Again viene declinato all’indicativo presente. Il protagonista non sogna di vivere il proprio futuro in “fast forward” come in Cambia la tua vita con un click (Frank Coraci, 2006), o un “oggi” alternativo come in The family Man (Brett Ratner, 2000); si ritrova sì più giovane, ma l’hic et nunc non cambiano. Né il corpo in cui capita è quello di qualcun altro, come in Quel pazzo venerdì (Mark Waters, 2003). Tuttavia, un pò come accadeva in quella storia, il risultato è di vedere la vita propria e quella altrui da una prospettiva altrimenti inaccessibile. Zac Efron, svezzato a cucchiaiate di musical e Disney Channel (High school musical, Hairspray), non se la cava malaccio, con quel viso (quasi) da bravo ragazzo regala smalto a una manciata di scene apprezzabili. Ma se il film può vantare un certo appeal comico è per il “folletto” superfreak (Ned Gold) interpretato da Thomas Lennon (Herbie. Il supermaggiolino), che usa i fumetti come un’enciclopedia, parla fluentemente in elfico e quando stringe troppo a lungo la mano alla preside, celia: “Le nostre mani hanno appena fatto un bambino”. Il che non basta certo a fare di 17 Again una pietra miliare del sottogenere cui appartiene (in Cambia la tua vita con un click riecheggiava almeno la potente parabola del Canto di Natale di Charles Dickens), ma offre un’ancora di salvataggio a quei genitori che verranno trascinati in sala dai figli preadolescenti.

CRITICA

"Zach Efron ci ricorda subito che lui è quello del fortunato 'High School Musical' (sembra che sia una vera clausola del suo contratto): si toglie la maglietta, balla e gioca a basket. La bella presenza non si discute, come attore abbiamo visto di molto peggio. (...) Tra un agghiacciante inno alla castità prematrimoniale e le colorite gag dello 'zio' ex nerd, volano giusti schiaffi e qualche sorriso. Tutto già visto. Ma non dai max 15enni." (Alessio Guzzano, 'City', 15 maggio 2009)

"Il ragazzo che muore subito in 'Pulp Fiction' salvato dallo sceneggiatore di 'Una notte al museo' e 'Missione tata'. Burr Steers, il capellone sdraiato sul divano freddato al volo da Samuel L. Jackson nel capolavoro di Tarantino, dirige il teen del momento Zac Efron nella "if comedy" (se tornassi giovane, che faresti?) '17 Again'. (...) Quando l'eroe si risveglia magicamente adolescente (Efron), rischiando l'incesto come in Ritorno al futuro, può contare solo sull'aiuto dell'amico d'infanzia Ned (Lennon), ex "nerd" e ora genio dell'informatica che parla l'elfico de Il Signore degli Anelli (grazie a cui rimorchia una tostissima preside a cena; scena geniale), dorme in una macchina sprinter di Guerre stellari, si veste come Darth Vader ed è ancora vergine. Efron non splende. Lennon da antologia." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 15 maggio 2009)
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