007 - Il domani non muore mai

Tomorrow Never Dies

USA, GRAN BRETAGNA - 1997
James Bond viene incaricato di una missione sul Khyber, passo montano tra Pakistan e Afghanistan, dove alcuni trafficanti di armi hanno avviato trattative per l'acquisto di missili, elicotteri ed armi varie. Tra i malviventi, Bond riconosce Henry Gupta, colui che ha inventato il nuovo tecno-terrorismo, ricercato dall'Fbi. Tornato in Patria Bond scopre che la sua missione fa parte di un vasto mosaico che comincia a delinearsi. Risulta infatti che la fregata britannica 'Devonshire' è scomparsa nelle acque territoriali cinesi. Bond riceve l'incarico di ritrovarla, e allo stesso tempo di indagare su Elliot Carver, un magnate proprietario di un network in grande espansione, che dirige i suoi affari da una nave segreta dotata di sistemi tecnologici avanzatissimi, grazie ai quali riesce a creare avvenimenti clamorosi, che i suoi media riportano per primi. Carver vuole innescare una guerra tra Cina ed Europa ed avere l'esclusiva su tutto ciò che succederà. Arrviato in Oriente Bondi viene affiancato da Wai Lin, agente delle Forze di sicurezza cinesi. Dopo alterne vicende il laboratorio di Carver viene distrutto.

CAST

NOTE

- REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1997.

CRITICA

"Visto che dai romanzi originali di Ian Fleming dopo il saccheggio di tanti film non c'è più niente da prendere, bisognava avere qualche trovata originale. E invece lo sceneggiature Bruce Feirstein se l'è cavata di maniera. Sicché Pryce imposta il personaggio in quella chiave stereotipa che gli anglosassoni, credendo di utilizzare correttamente una parola nostrana, chiamano 'Suave'. Con il risultato di proporci qualcosa di già visto in troppe altre occasioni. D'altronde, tutto questo filmetto multimiliardario è imbastito all'insegna del 'déjà vu' tra risaputi effetti speciali e degradanti sponsorizzazioni pubblicitarie: esteriore e fracassone, drammaturgicamente senza capo né coda, è tuttavia sparato a una velocità accattivante. Con un protagonista, Pierce Brosnan, confermato come il nuovo Bond dopo 'Golden eye', che nella sua algida piacevolezza di manichino acrobatico non manca di stile e persino d'ironia; e con una malese grintosetta, Michelle Yeoh, più brava a fare le capriole e a tirar calci in faccia che a recitare. Senz'altro da preferire l'americana Teri Hatcher, che mette qualche nota personale nella sfortunata e fuggevole parte della consorte vittima del supercattivo. Quanto all'autorevole Judy Dench, ci piacerebbe che alla sua scienza dello spionaggio si rivolgesse per aver lumi il presidente Scalfaro, impegnato a rimettere in riga gli 007 dei nostri servizi segreti". (Tullio Kezich, 'Il Corriere della Sera', 27 dicembre 1997)

"Come negli altri episodi, domina l'agonismo del cinema, il vitalismo muscolare del suono e dell'immagine, ben congeniato in questo caso, anche per la scrupolosa regia 'al batter d'ali' di Roger Spottiswoode. Conta più il cosa del come. Invece di una recensione, ecco un censimento. ARMI & GADGET. Il telefonino satellitare: ha uno scanner digitale, emana scariche elettriche da 20mila volt; Pilota a distanza la Bond Car, contiene anche un mini-teleschermo. Ricompare la celebre pistola Walther, che nei film sostituì la Beretta dei romanzi. AUTO & MOTO. Questa Bmw è la sola degna erede della celebre Aston Martin di Goldfinger. Ti viene a prendere e ti porta via senza pilota. Resiste a qualsiasi martellata. Ti parla. Spara razzi micidiali e uccide chi la tocca. Erede della "Christine" di Carpenter, è sfruttata in una scena d'azione strepitosa che vale il film. È sempre Bmw la moto di un'altra più faticosa scena d'inseguimento. Da qui si passa direttamente alla voce seguente. SPONSOR. Dopo "The peacemaker", dove una Bmw mette in scacco quattro Mercedes, la casa automobilistica di Monaco ha investito alla grande su 007, in compagnia di Omega orologi e Avis, che ha sborsato 15 milioni di dollari per far concludere un volo della Bmw in una sua vetrina. BOND GIRL. E' la star del cinema di Hong Kong Michelle Yeoh, bella, agile, indipendente. Rinuncia a durezze e moine delle partner precedenti. NOSTALGIE. Ritorna nella colonna sonora, evocativo, il pizzicato metallico della chitarra Fender Stratocaster (con eco) che aveva siglato in un suono il successo del film negli anni '60". (Silvio Danese, 'Il Giorno', 23 dicembre 1997)

"'Il domani non muore mai' di Roger Spottiswoode, diciottesimo episodio della saga di James Bond, è caratterizzato da un nuovo nemico, espressione d'un disagio internazionale, e dalla pubblicità. Trasformato in uomo-sandwich, il vecchio agente 007 promuove prodotti di molte marche: quelle che erano un tempo scelte d'eleganza o di stile del personaggio diventano una funzione commerciale, una caccia ai soldi di cui Pierce Brosnan, con la sua sciolta disinvoltura da indossatore, è pertinente protagonista.
Naturalmente, ci sono poi anche grandi sequenze avventurose: duelli aerei, una nave inglese silurata invasa dalle acque e affondante, fughe, inseguimenti. Un cadavere piomba in una rotativa a insanguinare il giornale che si va stampando, un assalto all'automobile di Bond la rivela indistruttibile e inviolabile mentre la sua moto sa volare da un edificio all'altro; un cattivo viene triturato da una ruota dentata, la compagna asiatica di Bond Michelle Yeoh tira calci indemoniati. Come personaggio dei romanzi inglesi di Ian Fleming, l'agente 007 ha 44 anni: il primo dei 10 libri nei quali fece la sua apparizione, 'Casino Royale', è del 1953. Come personaggio cinematografico, ha 35 anni: il suo primo film diretto da Terence Young, 'Agente 007, licenza di uccidere', è del 1962 . Si capisce che tutto risulti obsoleto, prevedibile e standardizzato, però il film resta abbastanza divertente". (Lietta Tornabuoni, La Stampa', 24 dicembre 1997)
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