È vietato portare cavalli in città - Tir-na-nog

Into the West

IRLANDA - 1992
È vietato portare cavalli in città - Tir-na-nog
Una fiaba iniziatica imperniata sulla fuga di due fratellini gitani in groppa a uno stallone bianco che porta il nome del film. Inseguiti dalla polizia nei brulli paesaggi di un'Irlanda resa nei suoi colori aspri e selvaggi dalla fotografia di Tom Siegel, i due monelli cercano il west nei dintorni di Dublino. E imparano, come in ogni fiaba che si rispetti, le gioie e i dolori del diventare grandi.
  • Altri titoli:
    Tir-na-nog
    E' vietato portare cavalli in città
  • Durata: 100'
  • Colore: C
  • Genere: DRAMMATICO, AVVENTURA, FAMILY
  • Specifiche tecniche: PANORAMICA A COLORI
  • Tratto da: Racconti di Michael Pearce
  • Produzione: JONATHAN CAVENDISH, TIM PALMER E JANE DOOLAN PER CHANNEL FOUR FILMS, LITTLE BIRD LTD., MAJESTIC FILMS INTERNATIONAL, MIRAMAX FILMS, PARALLEL FILMS
  • Distribuzione: MIKADO FILM/FILMMASTER FILM (1993)

NOTE

- PRODUTTORE ASSOCIATO: GABRIEL BYRNE.

- PRODUTTORE ESECUTIVO: JAMES MITCHELL.

- AIUTO REGIA: SIMON MOSELEY.

- ADDESTRATORE CAVALLI IN FRANCIA: JOELLE BALAND. ADDESTRATORE CAVALLI IN IRLANDA: DONAL FORTUNE.

CRITICA

"Diretto dall'inglese Mike Newell di cui si apprezzò "Ballando con uno sconosciuto" e stiamo per apprezzare "Un aprile incantato" "Tirnanog - E' vietato portare cavalli in città", è un classico film per minorenni, banalmente ben realizzato, di buoni sentimenti e di buona fotografia di Tom Siegel." (Maurizio Porro, 'Il Corriere della sera').

"Oplà noi viviamo: il regista "proletario" Mike Mewell (Ballando con uno sconosciuto) esalta, magnifica, celebra, decanta. Nell'ordine: l'essere zingari, l'essere irlandesi, l'essere liberi, l'essere. Ritmo galoppante, montaggio spedito, bellissime locations. Buoni sentimenti, lacrimucce, ecologia e tolleranza ostentata: tutto spacciato in overdose. Preoccupante somiglianza del più piccolo gitano con Totò Cascio. Sceneggiatura di Jim Sheridan, il regista de "Il mio piede sinistro"." (Fabio Bo, 'Il Messaggero').

"Tirnanog è quel che si dice un onesto intrattenimento per tutta la famiglia. Niente di meno, niente di più." (Roberto Nepoli, 'La Repubblica').

"Notevole per le stupende scenografie, il rigore narrativo quasi costante, il ritmo sostenuto, la recitazione appropriata e l'ottima regia. Positivo per la ricchezza di valori umani che lo percorre, senza cedimenti al patetico e al sentimentale, e per il coraggio tutto irlandese di far spazio al soprannaturale. " (Segnalazioni Cinematografiche, vol. 115, 1992).
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