...E alla fine arriva Polly

Along came Polly

USA - 2004
...E alla fine arriva Polly
Reuben Feffer è un esperto di rischi per una importante compagnia di assicurazioni e la sua vita è perfettamente programmata onde evitare ogni sorta di imprevisti. Ma tutto cambia dopo l'incontro con Polly, una sua amica d'infanzia, che ama ogni sorta di nuova esperienza e vive alla giornata...
  • Durata: 90'
  • Colore: C
  • Genere: COMMEDIA, SENTIMENTALE
  • Specifiche tecniche: PANAVISION - TECHNICOLOR
  • Produzione: JERSEY FILMS, LOOFAH PRODUCTIONS
  • Distribuzione: UIP
  • Data uscita 12 Marzo 2004

TRAILER

RECENSIONE

di Diego Giuliani

Lui è Reuben Pfeffer, perito assicurativo con l’ossessione dell’igiene, della programmazione della propria vita e della stabilità. Lei Lisa Kramer, la donna che ha sempre sognato fino a condurla all’altare. Matrimonio e luna di miele durano però meno del previsto. Giusto il tempo (24 ore) che la novella sposa si faccia cogliere in flagrante con l’aitante istruttore di sub (e le pinne ancora ai piedi). Mentre amici e colleghi (Alec Baldwin e un camaleontico Philip Seymour Hoffman) fanno quadrato intorno a lui, Reuben incontra Polly (Jennifer Aniston): eccentrica ex compagna di scuola che porta al guinzaglio un furetto cieco, adora la cucina etnica, campa di lavoretti e detesta ogni forma di stabilità. Inevitabile che gli opposti alla fine si attraggano e che nel frattempo accada di tutto. A raccontarlo così ‘E alla fine arriva Polly sembrerebbe l’ennesima commedia demenziale americana. E potrebbe davvero esserlo, se a salvarla non ci fossero Ben Stiller nei panni del protagonista e John Hamburg alla regia. Altro che Ruben-Polly, Stiller-Aniston. La vera coppia del film sono loro. Per la terza volta insieme dopo Ti presento i miei e Zoolander, il sodalizio si rinnova e Hamburg esce dalle quinte della mera sceneggiatura. Un buon segno e un’unione che lascia sperare. Un po’ sproporzionati i dichiarati riferimenti del regista ad Allen e Wilder, nel film si ritrovano assai più facilmente quelli al repertorio (rumoristico) di Porky’s e affini. Con qualche eccesso, un po’ poca ambizione e tanta semplicità, il meccanismo comunque ingrana. Stiller bravo come sempre, si conferma un valido caratterista dalla comprovata fisicità. Peccato che ancora non si decida a osare il salto di qualità che gli è sempre mancato. Adesso che ha trovato Hamburg, non ha più nessun alibi.

NOTE

FOTOGRAFO DI SCENA: TRACY BENNETT.

CRITICA

"In '... E alla fine arriva Polly' di John Hamburg, commedia sentimentale apparentemente impalpabile al fianco della simpatica Jennifer Aniston, il buon Stiller affronta la consueta via crucis sentimentale stavolta in chiave corporale. Il suo eroe, il mite calcolatore di rischi assicurativi Reuben Feffer, dovrà fare pace con il lato più sporco, o semplicemente meno pulito, della vita. Igienista dalle mille fobie capirà grazie a Polly che il corpo, anche nelle sue pulsioni più bizzarre, non va mai represso. Per la società americana, dove se si va in bagno si mente dicendo che si deve fare una telefonata, la pellicola è più politica di quanto possa sembrare. Ottimi i personaggi di contorno, quasi più divertenti dei protagonisti. Menzione d'onore per Philip Seymour Hoffman e un redivivo Alec Baldwin." (Francesco Alò, 'Il Messaggero', 12 marzo 2004)

"'...e alla fine arriva Polly' è un 'Porkys' con la supervisione di Woody Allen, un 'Harry ti presento Sally' combinato con 'American pie'. Insomma il tira molla sentimental-escrementizio sugli opposti che si attraggono, tutto prevedibile tanto che sembrano increduli anche gli attori. Nevrosi & gastriti, ma si ride poco, l'unico jolly è il grande comprimario Philip Seymour Hoffman nei panni di un attore prodigio e trombone, Alec Baldwin fa il capo e De Vito produce, ma il risultato è deprimente. (Maurizio Porro, 'Corriere della Sera', 12 marzo 2004)

"Nel genere, '... e alla fine arriva Polly' non ci fa mancare niente: né il migliore amico del protagonista grosso e mitomane, né il principale antipatico, né il pistolotto a uso dei cuori solitari in sofferenza d'amore. Peccato che si tratti di roba riciclata e che nella seconda parte, quando il comico volgarotto cede il posto alla commedia sentimentale, neppure lo spettatore più romantico riesca a credere che per un istante all'amore tra i due. Jennifer Aniston riesce a conferire alla sua petulante eroina una dose di simpatia. Stiller sembra avere giurato di fare la stessa parte da qui all'eternità." (Roberto Nepoti, 'la Repubblica', 14 marzo 2004)

"Una polizza blindata sul futuro non è stata inventata e il protagonista scopre la brezza dell'imprevisto, delle costipazioni, dei sudori da spezie etniche, delle goffaggini, dei water intasati, dei disastri senza bonus e malus, della confusione, delle piroette dei balli latini (ogni scoperta è sintetizzata da una gag e molte sono riuscite) incontrando Polly, una Jennifer Aniston che per la seconda volta nella sua carriera cinematografica, dopo 'Una settimana da Dio', tiene bene la scena e non sfigura con Stiller. La regia del giovane John Hamburg conferma alcune qualità dei suoi copioni precedenti ('Ti presento i miei' e 'Zoolander') in cui farsa e satira di costume si scambiano, ad ogni incrocio del plot, il diritto di precedenza." (Enrico Magrelli, "Film Tv", 16 marzo 2004)

"Una volta amore rimava con cuore; ma da qualche tempo, a partire forse dal successo di 'Tutti pazzi per Mary', è più facile trovare i sentimenti coniugati agli escrementi. Ne fa prova '...e alla fine arriva Polly', commedia romantica in cui evacuazioni e sommovimenti rumorosi delle viscere intestinali hanno un ruolo centrale. (...) Stiller e Aniston sono interpreti brillanti e adeguati, ma a spiccare nel cast è Hoffman nei panni di un attore sbruffone e fallito che ha avuto un attimo di gloria da bambino." (Alessandra Levantesi, 'La Stampa', 18 marzo 2004)
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