Tony Curtis (Bernard Schwartz)

Noto anche come: Anthony Curtis, James Curtis

NEW YORK (USA), 3 Giugno 1925
HENDERSON, Las Vegas, Nevada (USA), 29 Settembre 2010
 

BIOGRAFIA

Tony Curtis
Attore. Figlio del sarto ungherese Emanuel Schwartz e di sua moglie Helen, cresce nelle strade del Bronx imparando ben presto a cavarsela da solo in ogni situazione e a prendersi cura di se stesso e di suo fratello minore Julius. La famiglia è molto povera e i genitori, non potendo provvedere ai due figli, decidono di affidarli alle cure dello Stato, ma poche settimane dopo tornano sui loro passi rivendicando la custodia dei due ragazzini che, nel frattempo, sono diventati inseparabili. Nel 1938, però, Julius muore travolto da un camion e dopo questa tragedia i genitori si convincono del fatto che il figlio non possa trascorrere le giornate in strada, ma debba avere un'educazione scolastica. Lui si ribella e nel 1942 si arruola nei Marines dove fa le sue prime apparizioni sul palco. Al suo ritorno a casa, decide di diventare un attore e nel 1947 inizia a studiare Arte Drammatica a New York, dove debutta nei teatri con lo pseudonimo di James Curtis. La svolta arriva grazie all'incontro con la giovane agente teatrale Joyce Selznick, nipote del famoso produttore, che gli procura un contratto di sette anni con la Universal. Nel 1949, dopo aver cambiato il suo nome in Tony Curtis, debutta sul grande schermo in "How to Smuggle a Hernia Across the Border", accanto a Jerry Lewis e a Janet Leigh che due anni più tardi diventerà la sua prima moglie. Nello stesso anno il regista Robert Siodmak lo sceglie per interpretare "Doppio gioco" accanto a Burt Lancaster, un film denso di violenza che miete un grande successo di pubblico e che fa ottenere al giovane attore un contratto da 100 dollari alla settimana. Si fa notare nel western "Sierra" di Alfred E. Green e in "Winchester '73" di Anthony Mann (entrambi del 1950), ma il primo ruolo da protagonista arriva solo nel 1953 con "Il Mago Houdini" di George Marshall in cui recita accanto a sua moglie. In "Trapezio" (1956), la sua interpretazione accanto a una mozzafiato Gina Lollobrigida lo impone all'attenzione del pubblico italiano. Il vero successo però arriva soltanto alla fine degli anni Cinquanta quando, scontento dello strapotere degli Studios, che erano in grado di indirizzare e decidere le carriere dei loro attori, inizia una proficua collaborazione con Blake Edwards, che lo vede interpretare molte commedie: da "Licenza a Parigi" (1958) a "Operazione sottoveste", dove è accanto a Cary Grant, fino all'indimenticabile "La grande corsa" (1964). Nel frattempo, nel 1958 Stanley Kramer lo sceglie per il film drammatico "La parete di fango" che gli procura la nomination al Golden Globe e agli Oscar come miglior attore non protagonista. La consacrazione arriva l'anno successivo con il capolavoro di Billy Wilder "A qualcuno piace caldo" in cui travestito da donna, affianca un irresistibile Jack Lemmon e una splendida Marilyn Monroe. Nel 1960 è accanto a Kirk Douglas in "Spartacus" di Stanley Kubrick e, nel 1968, "Lo strangolatore di Boston" di Richard Fleischer gli vale una candidatura ai Golden Globe come miglior attore drammatico. Ma proprio in questo momento decide di lasciare il grande schermo per dedicarsi alla televisione: il ruolo del ricco playboy americano Danny Wilde, interpretato nel telefilm "Attenti a quei due" accanto a Roger Moore, gli regala la popolarità. Torna al cinema soltanto nel 1976 quando interpreta "Gli ultimi fuochi" di Elia Kazan accanto a Robert De Niro, Robert Mitchum e Jeanne Moreau e da lì in avanti si concede sempre più rare apparizioni come in "E io mi gioco la bambina" di Walter Bernstein (1980), "C'è qualcosa di strano in famiglia" di Henry Helman (1983), "La signora in bianco" di Nicolas Roeg e "Ritorno a Berlino" di Thomas Brasch (1988). Nel 1994 ha un infarto e deve essere operato d'urgenza e gli deve essere applicato un bypass. Da quel momento si ritira nella sua casa di Las Vegas dove si dedica alla pittura, senza però mai dimenticare la sua passione per la recitazione e ritagliandosi piccoli ruoli in alcuni film come "Eroe per famiglie" di Arnold Schwarzenegger (1995) e nel musical-remake di "A qualcuno piace caldo". Nel 2009 pubblica la sua autobiografia in cui rivela di aver avuto una relazione anche con la Monroe. La sua vita sentimentale infatti è molto intensa. Dopo il matrimonio con Janet Leigh, da cui ha due figlie, l'attrice Jamie Lee e Kelly, si sposa altre cinque volte. Dalla seconda moglie, l'attrice austriaca Christine Kaufmann, sposata nel 1963, ha due figlie, Alexandra e Allegra, mentre dal matrimonio con Leslie Allen, avvenuto nel 1968, nascono Nicholas (che muore nel 1994 per overdose di eroina) e Benjamin. Nel 1984 sposa l'attrice Andrea Savio da cui divorzia nel 1992 per convolare a nozze, l'anno successivo, con Lisa Deutsch, ma il loro matrimonio dura solo un anno. Nel 1998 sposa Jill Vandenberg, più giovane di lui di 45 anni, che gli rimane accanto fino alla morte, avvenuta all'età di 85 anni per un arresto cardiaco nella sua casa in Nevada.

FILMOGRAFIA

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