Luigi Faccini

Noto anche come: Luigi M. Faccini, Luigi Monardo Faccini

LERICI, La Spezia (Italia), 18 Novembre 1939
 

BIOGRAFIA

Luigi Faccini
Regista, sceneggiatore, autore della fotografia e scrittore. Cresce a Roma, dove si laurea in Economia e commercio. I primi approcci al cinema sono in qualità di critico, scrivendo per riviste come «Filmcritica» e «Nuovi Argomenti» e fondando con Aprà, Ponzi, Anchisi, Albano, Martelli, Rispoli e Roncoroni «Cinema&Film». Alla fine degli anni Sessanta, dopo una rapida gavetta televisiva, debutta nella regia di finzione con il mediometraggio "Il libro bianco" (1969), ispirato al "caso Sinjavskij -Daniel". Il primo lungometraggio da lui diretto è "Niente meno di più" (1971), per gli "Sperimentali" della Rai. Segue una parentesi nel giornalismo d'assalto ("TV-7" e "A-Z, un fatto come e perché") e come video-ricercatore nell'ospedale psichiatrico di Arezzo, diretto dal basagliano Agostino Pirella. Quest'ultima esperienza sarà per lui profondamente formativa e di ispirazione dodici anni dopo per realizzare il film "Inganni" (1985), ispirato alla vita manicomiale del poeta Dino Campana, e vincitore di due Nastri d'argento (regia e fotografia). Nel 1973 fonda la cooperativa di lavoro "Filmcoop" - il cui scopo è garantire la libertà creativa dei soci, tra cui hanno figurato anche Gianfranco Albano, Peter Del Monte e Stefano Roncoroni. Partecipa inoltre alla costituzione del Consorzio Nazionale Cooperative Cinematografiche, del quale diventa il primo Presidente. Nell'estate del 1975 gira a Siracusa "Garofano rosso" (da "Il garofano rosso" di Elio Vittorini), film d'esordio di Miguel Bosè e primo film italiano ad avvalersi di una colonna sonora rock, firmata dalla band Banco del Mutuo Soccorso. Nel 1977 ha inizio il sodalizio affettivo e professionale con Marina Piperno e l'anno successivo realizza "Un autore una città", un "viaggio in Italia" in compagnia di Moravia, Testori, Bernari, Volponi, Bassani e Bevilacqua. Nell'estate del 1979, dopo una lunga gestazione burocratica e finanziaria, gira per Rai 2 il film TV "Nella città perduta di Sarzana", sui fatti avvenuti nella città il 21 luglio 1921. L'opera nel 1980 viene presentata nella sezione (non ufficiale) "Controcampo italiano" della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, così come altri festival nazionali e internazionali tra cui Panoramica '80 di Milano, Valladolid, Incontri d'autore di Carrara, Nizza (1981), Villerupt (1981) e il Festival del cinema neorealistico di Avellino (1981), dove ottiene la Targa d'Argento Pietro Bianchi. La pellicola è stata inoltre proiettata al Quirinale per il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Nel corso degli anni Ottanta, oltre a proseguire la serie TV basata su storie vere "Storie allo specchio" (1978-1980), dirige "La nuvola in pantaloni" (1982, programma sui 'formalisti russi' a cura di Alberto Asor Rosa), segue un tour del Banco del Mutuo Soccorso (lo special live viene acquistato e trasmesso da Rai 3) e realizza i mediometraggi per la televisione "Sassalbo provincia di Sidney" (1981), "L'Amiata è anche un fiume" (1983) e "Immaginando cinema" (1984), che ad Avellino, nel 1988, gli valgono il Premio Giampaolo Bernagozzi per il cinema antropologico e di ricerca. Nel 1982 fonda con Marina Piperno la società MP srl, che da quel momento produrrà le sue opere tra cui "Villa Glori, viaggio nelle risposte possibili all'AIDS" (1980) e "Casal del Marmo, l'intelligenza reclusa" (1990). Dopo l'esperienza di ricerca nel carcere minorile di Casal del Marmo, a Roma, dove gira anche "Ladro di voci" (1990), Faccini apre un laboratorio cinematografico in un centro sociale di Tor Bellamonaca e insieme ai ragazzi che vi partecipano realizza "Notte di stelle" (1991; presentato al Festival di Venezia; Menzione OCIC; Targa d'argento Giuseppe Fava del SNGCI; Premio Fiuggi; nomination al Globo d'Oro per l'esordiente Antonella Taccarelli). Sempre nella prima metà degli anni Novanta scrive il romanzo "La baia della torre che vola". Del 1998 è il film "Giamaica" (evento speciale al 51mo Festival Internazionale del Film di Locarno e Premio Tertio Millennio dell'Ente dello Spettacolo). Nel 1999 il Museo del Cinema di Torino e la Casa della Cultura di Milano gli dedicano, a breve distanza l'una dall'altra, una retrospettiva. Tesi di laurea vengono assegnate dalle università di Bologna, Pisa, Roma e Firenze. Del 2000 è la grande retrospettiva del Tagliacozzo Film Festival, che mostra sedici dei suoi titoli, tra fiction, ricerca e ibridi. Nell'occasione presenta il suo secondo libro "Il castello dei due mari" un romanzo in forma di racconti e nello stesso anno, tornato a Lerici per motivi familiari, fonda l'associazione culturale Ippogrifo Liguria finalizzata alla ricerca antropologica e storica, la raccolta di testimonianze orali sia del mondo contadino che di quello operaio, e l'organizzazione di eventi culturali, tra cui "Gente di strada" (un "riconoscimento a chi si batte contro l'esclusione", di cui è il Direttore etico-artistico). A partire dagli anni Duemila si intensifica la sua attività letteraria e documentaria. Nel 2010 il Museo del Cinema di Torino dedica a Marina Piperno e Luigi M. Faccini una lunga retrospettiva dal titolo "L'amata & l'assassino", accompagnata dal libro "L'amata & l'assassino, malizia e innocenza del cinema". Un'altra corposa retrospettiva è stata loro dedicata dalla Cineteca Nazionale, nel 2014, presso il cinema Trevi di Roma e intitolata "Un film lungo 50 anni", accompagnata dal libro omonimo. Nel 2018, nell'ambito dei Nastri-DOC, il SNGCI gli assegna il Nastro alla carriera per il suo primo mezzo secolo di cinema 1968/2018: «nell'anno di "Diaspora, ogni fine è un inizio", appassionante saga internazionale che - in un'esperienza speciale, come sempre condivisa con Marina Piperno - il regista ha girato ricostruendo in un vero e proprio "Heimat" italiano i percorsi internazionali della dispersione di famiglia iniziata per i Piperno, con le leggi razziali».

FILMOGRAFIA

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