Kim Ki-duk

BONGWHA (Corea del Sud), 20 Dicembre 1960
 

BIOGRAFIA

Kim Ki-duk
Regista e sceneggiatore. A nove anni si trasferisce a Seoul e frequenta una scuola professionale per poter lavorare nel settore agricolo. Problemi occorsi in famiglia lo costringono ad abbandonare gli studi e ad arruolarsi, quindi, nell'esercito. L'esperienza militare influenzerà moltissimo il suo modo di intendere i rapporti interpersonali, come anche le sue opere cinematografiche. La passione per l'arte, coltivata da sempre, ad un certo punto prende il sopravvento e lo spinge ad abbandonare la patria in direzione dell'Europa. Sarà Parigi ad accoglierlo col suo fascino bohémien. Qui 'vive' di arte, dei suoi dipinti e comincia anche a scrivere sceneggiature per il cinema. Nel 1992 torna in Corea dove vince il premio della Korea Film Commission per la migliore sceneggiatura di "Jaywalking". Debutta come regista l'anno seguente con "The Crocodile". Nel 1997 è sceneggiatore, scenografo e regista di "Wild Animals" e nel 1998 di "Birdcage Inn". Anche "Seom - L'isola" (2000) ottiene un grande successo e costituisce un primo spartiacque tra quanto realizzato prima e quanto verrà dopo. "Shilje sanghwang" (2000), infatti, costituirà il primo insuccesso del maestro, insuccesso attribuibile, più che altro, alla matrice fortemente innovativa di questo lavoro e, sostanzialmente, incompresa. Dopo alcune prove estremamente cupe e crude, il film "Primavera, estate, autunno, inverno... E ancora primavera" (2003) irradia letteralmente una luce nuova, anche in senso artistico, e lo consacra, finalmente, come regista noto in tutta Europa. Pure il 2004 è un anno prolifico: "La samaritana" vince l'Orso d'oro per la miglior regia al 54. Festival del Cinema di Berlino, mentre "Ferro 3 - La casa vuota", ritenuta la sua summa artistica, ottiene un Leone d'argento per la miglior regia alla 61. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e una candidatura al David di Donatello come miglior film straniero. Seguono altre pellicole sempre particolarmente controverse. Anche il ritmo 'forsennato' della sua produzione conosce una 'battuta d'arresto', e dal 2008-2011 non escono suoi lavori. Tuttavia, 'non tutto il male vien per nuocere' e il film "Arirang" (2011) trarrà spunto proprio dal lungo periodo di silenzio e crisi artistica del regista. Tornato alla carica, nel 2012 il suo "Pieta" vince il Leone d'Oro alla 69. Mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

FILMOGRAFIA

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