Chloë Sevigny

DARIAN, Connecticut (USA), 18 Novembre 1974
 

BIOGRAFIA

Chloë Sevigny è nata e cresciuta a Darian, una cittadina del Connecticut a circa un'ora d'auto da Manhattan. Nelle sue vene scorre il sangue blu del marchese de Sévigné, nobile del XVII secolo. I genitori pensavano che Darian fosse un luogo sufficientemente sicuro e tranquillo per lei e per il fratello maggiore Paul, ma Chloë non ha mai mancato di affermare tutta la sua avversione per l'ambiente gretto e provinciale della città natale, in cui sottolinea di non avere avuto che pochissimi amici. Il suo spirito ribelle e indipendente la porta invece, appena possibile, a Manhattan; inizialmente vi fugge durante i weekend, per unirsi ai gruppi di skaters di Washington Square Park e ciondolare nei locali della città approfittando degli amici che vi lavorano. Poi, a 18 anni, a Manhattan si stabilisce definitivamente. Intanto, notata per strada dalla fotografa Nina Schultz, Chloë fa il suo ingresso nel mondo della moda, non solo come modella. Lavora per la rivista "Sassy", collabora ad alcuni video musicali come esperta di costumi. In breve, nel momento in cui impazzano la moda del grunge e la cultura rave, Chloë si ritrova ad essere considerata un simbolo e una portavoce della cultura giovanile underground di New York, di cui non a caso collabora a comporre una scioccante fotografia nel primo film a cui prende parte come attrice, "Kids" (del 1995, scritto dal suo compagno Harmony Korine e diretto da Larry Clark). Una funzione, quella di esprimere gusti e tendenze di tutta una generazione, che le è stata tuttavia attribuita controvoglia, se è vero che la Sevigny l'ha respinta piuttosto apertamente: "Non so cosa sia la mia generazione - ha detto in un'intervista - Tutto quello che so è che non ho intenzione di parlare per la mia generazione. Posso parlare solo per me stessa". Alla fama crescente che le deriva da "Kids", in cui ha recitato la parte di Jennie, una ragazza che si scopre affetta dal virus dell?HIV, Chloë deve il fatto di essere stata scelta per una parte in "Mosche da bar" di Steve Buscemi, dopo il quale, rifiutando proposte economicamente più allettanti, è tornata a lavorare con Harmony Korine, stavolta regista oltre che sceneggiatore, in "Gummo", film ambientato a Xenia, cittadina dell'Ohio che non si è mai ripresa da un tornado e in cui i ragazzi vivono ammazzando il tempo come possono. In "Gummo" la Sevigny firma anche i costumi. Nel 1998 Chloë Sevigny viene diretta da Volker Schlöndorff in "Palmetto" e da Whit Stillman in "The Last Days of Disco", con il quale ottiene un riscontro critico assai favorevole. Nel 1999, dopo avere nuovamente lavorato con Korine in "Julien: ragazzo asino", e dopo che la relazione tra i due si è interrotta, si tuffa nell'avventura di "Boys Don't Cry" che le porta la nomination all'Oscar come migliore attrice non protagonista.

FILMOGRAFIA

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