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Giovedì 22 Luglio 2010
The Box
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Lo spunto è il bel racconto sci-fi di Richard Matheson, la resa povera e fine a se stessa: inutile
Parlare di adattamento è inesatto. The Box traspone il bel racconto di Richard Matheson Button Button (già alla base di un episodio de Ai confini della realtà) solo per mezz’ora, il tempo di gettare le premesse (un uomo misterioso consegna a una coppia una scatola con un bottone che, se premuto, darà a loro un miliardo di dollari e a uno sconosciuto la morte); dopodichè, campo libero a un delirio non sempre esente da incongruenze narrative e salti logici.
A tratti è arduo seguire pazienti le imprese di Cameron Diaz e James Marsden: tra gente che sanguina dal naso, vorticosi inseguimenti in labirintiche biblioteche e richiami alla sci-fi maccartista anni ’50 con rimandi scenografici telefonati (da Lynch a Kubrick), il surrealismo di Kelly è sempre imposto e non coinvolge mai, anzi irrita. Perché procede per accumulazione senza creare narrazione, semplicemente la sospende fino ai minuti finali, in cui peraltro non veniamo a sapere niente di trascendentale rispetto a quanto Matheson, evocando, non diceva. La fantasiosa rilettura di Kelly è, paradossalmente, povera e fine a se stessa. E il film è un prodotto fiero della propria anomalia; francamente non se ne sentiva la mancanza.

Gianluigi Ceccarelli

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