Paddington 2

Colorata avventura in salsa vittoriana, ricca di dolciumi e personaggi eccentrici. L'orsetto inglese torna in grande spolvero

8 novembre 2017
3/5
Paddington 2

La marmellata addolcisce la colazione, accompagna durante le passeggiate e si trasforma in una zuccherosa merenda quando la si spalma sul pane. L’orsetto Paddington non ha dubbi: senza non si può vivere, così nasconde qualche panino nel suo cappello rosso e si prepara a soddisfare ogni minimo languorino. Lui è un orso peruviano che, dopo le avventure del primo capitolo, abita con i Brown a Windsor Gardens, in una villa georgiana da milioni di sterline.

La famiglia si prende cura di ogni suo più piccolo desiderio, mentre il nostro amico peloso si aggira per Londra con un immancabile montgomery blu. In Paddington 2, il compleanno di zia Lucy si avvicina e serve qualcosa di speciale per celebrare il suo centenario. Paddington trova uno splendido libro pop-up in un negozietto d’antiquariato, ma costa troppo, ben mille sterline.

L’unica soluzione è cercare un lavoro ma, nello spirito dei suoi predecessori Yoghi e Bubu, Paddington è un combina guai di professione. Un giorno, il volumetto viene rubato e lui finisce in carcere. Recuperare l’onore perduto non sarà facile. Mentre i Brown cercano il vero colpevole, dietro le sbarre, il protagonista riesce addirittura a sciogliere il cuore di pietra del temibile Nocche McGinty, un Brendan Gleeson esperto di coltelli che fa tremare l’intera prigione.

Il film diverte e gioca con i buoni sentimenti per mettere d’accordo grandi e piccini. I bambini ridono per l’innocenza del nostro eroe e i genitori possono abbandonarsi a novantacinque minuti di relax cinefilo, con lo humour inglese che si rivela la ciliegina sulla marmellata. A volte, si sentono gli echi del cinema di Wes Anderson, mentre i galeotti cucinano allegramente, nella loro tuta rosa, l’ennesima prelibatezza. Il prison movie abbraccia la favola, lo spirito del cartone animato per famiglie, per poi lanciarsi in inseguimenti al cardiopalma, dove cambiano i formati e le invenzioni visive. I disegni in bianco e nero si fondono con i pop-up animati, e anche il titolo viene scritto sul vetro appannato di una finestra.

Lo spirito della prima storia rimane, anche se ormai il tema dickensiano del trovatello senza un tetto sulla testa è svanito. I Brown amano Paddington alla follia, così il regista Paul King si affida alla bontà d’animo e alle sequenze spericolate. Mongolfiere, aerei, treni impazziti e molto altro ancora sconvolgono le tranquille strade di Londra, dove ricchi signori e vecchi pazzi trascorrono le loro giornate.

Paddington 2 è una colorata avventura in salsa vittoriana, ricca di dolciumi e personaggi eccentrici. Il vilain di turno è uno Hugh Grant dal sorriso smagliante, ancora in zona Notting Hill, che interpreta l’attore Phoenix Buchanan, un ladro trasformista alla continua ricerca di un tesoro perduto. Il ruolo gli dona, anche se con quella faccia d’angelo non potrà mai sembrare malvagio. Ma forse è proprio questo lo spirito del film: esistono mille sfumature di ogni dramma e bisogna affrontare la vita col sorriso. L’orso inventato da Michael Bond colpisce ancora, e con i suoi occhi da eterno cucciolo accende la magia.

 

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