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Mercoledì 02 Dicembre 2009
L'isola delle coppie
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Vaughn e combriccola in viaggio-premio a Bora Bora. Dove si divertono un mondo alla faccia nostra e del buon cinema
L'isola delle coppie è un atollo (immaginario) delle isola haitiane, dove si danno convegno quattro amici e le rispettive compagne per una settimana all'insegna del relax e del reciproco soccorso sentimentale. Una delle coppie vorrebbe ritrovare l'intesa coniugale, mentre le altre tre accettano di accompagnare i loro amici solo per divertirsi. Ma una volta sul posto ruoli e problemi si invertono. 
Devono essersi divertiti molto Vaughn e combriccola durante la trasferta sull'isola di Bora Bora. Beati loro. Perchè noi, a guardare L'isola delle coppie - il cui sottotitolo avrebbe potuto essere "quattro matrimoni e uno psicoterapeuta": l'imbarazzante Jean Reno - ci siamo invece annoiati a morte. Sembra un film col freno a mano tirato, con l'indolenza di una partita a calcio sulla sabbia e una diffusa sonnolenza caraibica. Regista (l'esordientePeter Billingsley) e sceneggiatori (gli ex Swingers Vaughn-Favreau) volevano forse regalarci un tipo di comicità leggera e dall'ironia sommessa, ma hanno esagerato con la prima (comicità talmente leggera da essere impalpabile) e perduto di vista la seconda (le poche cose divertenti sono anche quelle più triviali). O molto più semplicemente si sono persi loro, tra i turchesi e i coralli del mare haitiano e le più prosaiche bellezze locali. Non li chiameremo scemi, ma non si pretenda di fare fessi noi. A loro un mese (tanto è durata la lavorazione a Bora Bora) in un resort a cinque stelle, allo spettatore due ore di scialbe scaramucce sentimentali. 
E al film manca sempre qualcosa per diventare commedia: i caratteri ad esempio sono sì stereotipati, ma non si trasformano mai in gustosa parodia; le situazioni sono potenzialmente divertenti, ma vengono meno sul più bello, come se non avessero il coraggio di diventare gag. I dialoghi, forse maldestramente tradotti, lasciano in certi momenti basiti. E il moralismo è a dir poco urticante. Dal punto di vista tecnico (il montaggio è quanto di peggio abbia fatto il cinema americano degli ultimi anni) si è badato al risparmio. 
Rimane la meravigliosa location. E un'amara consolazione: L'isola delle coppie è un gran bel posto da vedere, ma non in sala.

Gianluca Arnone

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