Essex, UK: Mia (
Katie Jarvis) ha 15 anni, un carattere imperioso, nessuna amica, una madre “coetanea” (
Kierston Wareing), una sorellina sboccata e l’hip hop per passione. Ogni giorno è uguale all'altro, fin quando non compare un amichetto di mamma, Connor (
Michael Fassbender): l'aitante giovanotto porterà l'amore, e non solo.
E'
Fish Tank, opera seconda dell'inglese
Andrea Arnold, che ha bissato a Cannes il premio della Giuria per
Red Road nel 2006, che si muove agevolmente tra romanzo di formazione - dovremmo dire riformatorio - e ritratto d'interni, sul basso continuo drammatico. Gran parte del merito va a Katie Jarvis, deb reclutata mentre litigava col ragazzo in stazione: la sua spontaneità, valorizzata dalla sceneggiatura liquida, fa conquistare a Mia, dolce e volitiva neet, le simpatie dello spettatore, che si ritrova nel white trash, tra alcool e junk food, istruzione molto facoltativa, immaginario hip-hop e il ballo per collante familiare e generazionale. Ne succederanno di tutti i colori, molti prevedibili, ma la Arnold sa frenare sull'enfasi melodrammatica e arrestare le lacrime. Nel fuoricampo, si sente la lezione del connazionale
Ken Loach, ma anche dei disperati adolescenti di
Gus Van Sant. Insomma, può bastare: è un acquario (fish tank) in cui sguazzare...