Ella & John – The Leisure Seeker

Helen Mirren e Donald Sutherland SONO Ella e John. In viaggio per non rassegnarsi alla fine andandole comunque incontro, nel bellissimo film americano di Virzì

9 gennaio 2018
4/5
Ella & John – The Leisure Seeker

Ella e John sono fuggiti. A bordo di un vecchio camper del ’75, il Leisure Seeker (“cercatore di svago”), per attraversare l’America. E raggiungere le Florida Keys, per vedere la casa di Hemingway, scrittore sempre al centro dei pensieri di John, vecchio professore di letteratura ora malato di Alzheimer. 

Quella è la meta, ma quello che conta è il viaggio: Paolo Virzì torna negli States 15 anni dopo My Name is Tanino (2002) e si mette al volante di un film tanto “semplice” quanto straordinario, senza rinnegare una virgola della sua riconoscibile poetica cinematografica, sempre attenta a mettere in risalto la componente umana prima di qualsiasi altra cosa, sempre capace di miscelare commedia e dramma senza sotterfugi o trovate a effetto, sempre in grado di dialogare tanto con la testa quanto (soprattutto) con il cuore.

 

Stavolta, forse più che mai, il regista livornese (che porta sullo schermo il romanzo In viaggio contromano di Michael Zadoorian, ed. Marcos y Marcos) può anche concedersi il lusso di affidarsi ad un pilota automatico (anzi due) in grado di assorbire, fare proprio tutto il carico di una lunga esistenza (idealmente) condivisa e trasmetterla al pubblico con una classe, una leggerezza disarmante, divertente e commovente.

Helen Mirren e Donald Sutherland SONO Ella e John: lei è ancora energica e determinata, nonostante il tumore che la sta divorando, lui è stralunato e mansueto, in lotta con i ricordi e la scomparsa della memoria. Insieme, fuggono da un destino fatto di cure invasive e ospedalizzazioni (già programmato per lei dai figli Will e Jane), e si lasciano andare, un’ultima volta, verso la vita. Che è fatta, nonostante tutto, anche delle solite quisquilie quotidiane, come le discussioni se siano meglio i boxer nuovi comprati da lei o le solite, usurate mutande che preferisce indossare lui (“sento il controllo”).

Paolo Virzì sul set del film

Certo, non è facile, soprattutto per Ella, costretta ogni volta senza preavviso a dover “riportare” a sé l’amato marito, che la dimentica anche in una stazione di servizio o la scambia per la vicina di casa, ma è una fatica che nei “ritorni” di John trova più di una semplice consolazione. 

È un partire per continuare a ritrovarsi, quello di Ella e John, per non rassegnarsi alla fine andandole comunque incontro, per continuare a condividere le gioie e i dolori di un abbraccio che dura da quasi 50 anni. E per riassaporare, ogni sera nei vari campeggi dove si fermano a dormire, la loro storia, far riemergere i ricordi attraverso qualche vecchia diapositiva sbiadita, con loro giovani, i figli piccoli, la vicina di casa, gli studenti di John.

Virzì ci chiede di far parte di questo abbraccio, di pensare ai nostri nonni, ai nostri genitori, al nostro domani, lasciando a due interpreti straordinari il compito di ricordarci che cosa significhi l’amore. E la vita.

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