Collateral Beauty

Non solo Will Smith, una parata di star per sopperire alla mancanza di idee: non va

4 gennaio 2017
2/5
Collateral Beauty

Per Natale, Hollywood mette sotto l’albero i sentimenti sdolcinati e le storie strappalacrime. Oltre ai pantagruelici pranzi con i parenti, clichè di qualsiasi festività che si rispetti, la platea rischia un’impennata della glicemia con i film che seguono il motto: “Per le feste siamo tutti più buoni”. I cartoni animati scaldano il cuore, e talvolta è piacevole ridere per i botti di Mamma ho perso l’aereo o volare su Londra con il Signor Scrooge in A Christmas Carol. In fondo chi non vorrebbe incontrare un angelo come James Stewart il 24 sera, per poter dire che La vita è meravigliosa? Ma quando una torta è troppo zuccherosa rischia di diventare indigesta, e Collateral Beauty gioca con l’empatia dello spettatore per non crollare sulle note del Jingle Bells di turno.

Will Smith è un padre che ha perso la figlia, e con lei anche la voglia di vivere. Ha abbandonato gli amici, si è disinteressato dell’azienda pubblicitaria che aveva fondato, e si è rifugiato nello scrivere lettere alla Morte, al Tempo e all’Amore. I suoi tre soci non accettano questa disperazione, ma non si tratta di un gesto di altruismo: l’obiettivo è quello di dimostrare la pazzia del protagonista, per prendere il controllo della società. Così assumono tre commedianti e un’investigatrice privata per far interdire il povero Will Smith, ma lo spirito del Natale è dietro l’angolo.

David Frenkel ha vinto l’oscar per il miglior cortometraggio nel 1997, e ha raggiunto il successo con Il diavolo veste Prada, commedia sofisticata che richiama le peripezie di Cenerentola. In Collateral Beauty, il regista ha sfoderato una parata di star per sopperire alla mancanza di idee. Il lutto di Will Smith non è nuovo al cinema “della rinascita”, e il tentativo di farlo tornare in sé, si riduce a una seduta di gruppo dallo psicologo. Ogni personaggio ha i suoi drammi personali, ed è alla disperata ricerca di qualcuno che possa affondare le mani nel fango per aiutarlo. Chi è malato, chi è sano?

Alla fine Will Smith sembra il più coerente del gruppo, e nella sua parabola ascendente regala una buona interpretazione, per una storia tutto miele. Convince nella sofferenza, ma gli manca il coraggio di Nick Nolte ne L’olio di Lorenzo, e i tempi in cui era un supereroe sembrano lontani. A supportarlo ci sono Edward Norton, Kate Winslet, Helen Mirren e Keira Knightley, che nonostante i nomi altisonanti, in Collateral Beauty non sono indimenticabili. Forse neanche loro riescono a cogliere la “bellezza collaterale” del film, e a Natale vorremmo sentirci più vicini a Una poltrona per due che al manicomio.

  • Roberto Ciccarelli

    Jacopo, detto Papo, è un bimbo che continua a stupirci anche adesso che una cardiopatia, l’ha portato dall’altra parte dell’infinito.

    Da quel 24 agosto 2016, @AndreaArcanoPennazzi, suo padre, scrive ogni giorno una lettera a Papo per continuare a parlare con lui, e per sopravvivere agli eventi che hanno travolto la sua famiglia. Ogni lettera racconta di quell’eroe di suo figlio, nato con un cuoricino pazzo ma mai vissuto, nemmeno un giorno, da “bimbo malato”.

    Le lettere di Andrea sono bellissime.
    #paposuperhero
    #lovebombing
    #CollateralBeautyIT

  • Ilaria Bo

    Non sono per niente d’accordo.
    L’idea che sottosta’ alla trama del film è ben sviluppata e sebbene la storia possa ricordare la fiaba di Charles Dickens “A Christmas’ Carol”, trovo che se ne sleghi per essere completamente adattata al film.
    Bravi gli attori, tutti. Le interpretazioni degli attori che fanno gli attori nelle vesti di Amore Tempo e Morte sono il nodo essenziale attraverso il quale si dipana la storia. Sono la cura attraverso il quale il protagonista, costretto a confrontarsi con queste tre astrazioni, comprende il vero significato della vita e accetta finalmente la perdita della figlia.
    Per me è un inno alla vita, che insegna come anche dalla morte di un figlio, la perdita più grave per un essere umano, si possa ricominciare e dare un senso a tutto. A trovare cioè la Bellezza Collaterale che è in tutte le cose.

2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy