Addio fottuti musi verdi

Buoni ultimi The Jackal, ma oramai è accanimento terapeutico. E urge moratoria: via gli youtuber dal cinema. Subito

1 novembre 2017
1/5
Addio fottuti musi verdi

“I The Jackal approdano sul grande schermo con un’irresistibile fantacomedy”. Lo vorrebbe il pressbook, ma non è vero: ammesso e concesso il genere, di irresistibile non c’è nulla. Addio fottuti musi verdi, acronimo respingente AFMV, in anteprima ad Alice nella Città di Roma anno XII e poi in sala, non fa che rincarare l’adagio: gli youtuber al cinema non funzionano, e siamo ormai all’accanimento terapeutico.

A farne le spese, ovvio, gli spettatori, almeno, quelli che ancora ci cascano, e non crediamo saranno poi molti: possibile, ed è in primis una considerazione produttiva, che non si sia capito che web e grande schermo non sono nemmeno lontani parenti, che clip e film sono addirittura contrari, che il successo su un supporto spesso equivale all’insuccesso su un altro?

Regia di Francesco Capaldo, alias Ebbasta, Ciro Priello protagonista, nel cast Beatrice Arnera, Ruzzo Simone, Fabio Massimo, Alfredo Felco e Roberto Zibetti, partecipazione speciale dei gomorriani Fortunato Cerlino e Salvatore Esposito, Addio fottuti musi verdi associa Napoli e alieni, astronavi e precariato, disoccupazione ed effetti speciali, triangolando tra amore, amicizia e fantascienza sul basso continuo del lavoro che non c’è o comunque non è quello che si vorrebbe.

Volendo essere cattivi, la speranza che i giovani oggi in Italia possano trovare la quadra tra sogno e impiego non la dà la diegesi, ma il film: che i The Jackal siano riusciti a farlo dice al di là di ogni dubbio che tutti, nessuno escluso, possono farcela.

Se gli effetti speciali non sono nemmeno male, a lasciare interdetti, sospesi tra incredulità e imbarazzo è tutto il resto: birre alla spina come se piovesse, mamme e parmigiane come se grandinasse, siparietti con gli industriali del pisello Cerlino ed Esposito che non funzionano già la prima volta ma vengono iterati ad libitum, liaison trascendentale  tra Ciro (Priello) e Brandon (Zibetti) che al massimo ha il respiro per un clippino, giammai per un film.

Insomma, un disastro: non si ride pressoché mai, si guarda spesso l’orologio, ci si chiede sempre perché. Ma non c’è una risposta come, ed è più grave, non c’è un film. Né, per tornare al pressbook, è riscontrabile “la carica surreale e lo spirito dissacrante del gruppo creativo”.

Morale della favola, che siano The Jackal o altri, quando degli youtuber sbarcano in sala c’è una sola possibilità di salvezza: scappare. Senza voltarsi indietro.

  • Angela Bauer

    Lei lo ha visto il film? vorrei averne le prove, perchè una critica così cattiva non la meritano, secondo me lei non ha visto il film

  • Francesco Aiuto

    Che tristezza vedere come spesso vengano affidate delle recensioni a persone non in grado di farle. Professionalità zero, accuse lanciate senza spiegazioni. Dopo aver buttato 2 minuti della mia vita a leggere questa inutile invettiva l’unica cosa che mi rimane è l’accanimento di una persona che nel 2017 ancora non riesce a capire che il web non vuole necessariamente dire merda, ironico dato che suddetto “recensore” è grazie al web che porta il pane in tavola.

  • Paola Cicaniglia

    Ma sicuro che non vuoi cambiare mestiere ? No perché non ti riesce bene questo

  • JohanArantes GirelloTube

    Non mi soffermo sugli elementi di critica di un film che non ho visto. Preferisco soffermarmi sulla quantità dì preposizioni che rendono questa recensione impossibile da comprendere senza la rilettura ed una accurata traduzione ad un discorso un minimo più fluido.
    E’ una recensione, non un trattato filosofico dell’800.
    Inoltre una recensione mi dovrebbe dare un’idea sul film ma qua “ci si chiede sempre perché” per estrapolare una frase dal testo.

  • billy

    condivido: le recensioni di pontiggia sono inutili ed incomprensibili. E viceversa.

  • Xab

    Posto che non avendo visto il film non posso avventurarmi in giudizi qualitativi, devo dire che la recensione è abbastanza drammatica e approssimativa per l’approccio, visto che più che valutare il film si concentra in un’invettiva (striminzita e retorica) della fantomatica categoria “Youtuber” che può continuare ad essere intesa in un certo modo solo in un paese digitalmente arcaico come l’Italia (e che accomunerebbe, in pratica, artisti come Andy McKee a ragazzini che fanno i video gameplay).

    Sarebbe più interessante leggere qualche paragrafo a proposito del film, invece che avventurosi voli pindarici contro il web brutto e cattivo. Altrimenti, più che ad una recensione, possiamo dire di trovarci di fronte ad un banale commento di facebook traslato a forza in un blog in WordPress.

  • Fovi

    ahahahah no dai dicci chi ti manda

  • Adriana

    Io il film l’ho visto e mi ha divertito, non vinceranno il premio Oscar ma a chi piace la loro comicità non può non piacere questo film, potrei muovere giusto qualche critica sul personaggio di Brandon un po’ troppo esasperato, ma per il resto regia, fotografia e comicità sono veramente niente male (e ricordiamoci che è sempre un’opera prima)
    Al contrario di questo articolo che ho trovato troppo lungo e sterile, poi per carità De Gustibus…

  • atropo9

    pieno di fanboy nei commenti, vedo…

  • Capitano Nemo

    Premetto che seguo i the jackal su Youtube e adoro la fantascienza ma…questo film (visto ieri sera con degli amici) è una cagata pazzesca…durante la proiezione ho sperato che il cinema non facesse nemmeno l’intervallo per fare finire prima quello strazio e invece nulla ci siamo beccati pure l’ intervallo…ho continuato a guardare l’ orologio ogni 5 minuti sperando in un qualche buco nel continuum spazio temporale che mi portasse fuori dal quel cinema… ma nulla…per la prima volta ho avuto piu volte la voglia di alzarmi e uscire dalla sala durante la proiezione….

2016 © Copyright - Fondazione Ente dello Spettacolo - Tutti i diritti sono riservati - P.Iva 09273491002
Licenza SIAE 5321/I/5043
ContattiPrivacy