500 giorni nella relazione tra Sole, dinamica, intelligente e impermeabile all'amore, e Tom, architetto "prestato" ai cartoncini d'auguri: lui vorrebbe una storia seria, lei semplicemente non è pronta. Almeno non lo è per le braccia di Tom...
Film d'apertura a Locarno, è
500 giorni insieme di
Marc Webb, videoclipparo all'esordio nel lungometraggio: frizzante, (auto)ironico e metacinematografico, un passo a due sentimentale con molti – intenzionali - inciampi, che crediamo sarebbe piaciuto al Roland Barthes dei
Frammenti di un discorso amoroso.
Ovviamente, dalla colonna sonora – Smiths, Patrick Swayze, Belle & Sebastian... - alla regia "ggiovane", si strizza l’occhio più di una volta, ma è una furbizia che non guasta: sono
500 giorni utili per ripassare criticamente la nostra vie en rose cinematografica, di cui Webb stigmatizza col sorriso le derive stucchevoli, le oziosità melense e l’happy ending
sine qua non. Se aggiungiamo due protagonisti,
Joseph Gordon-Levitt e
Zooey Deschanel, magnificamente sotto le righe e una sceneggiatura – firmano
Scott Neustadter e
Michael H. Weber, che devono aver dimenticato
La pantera rosa 2... - senza appanni, il risultato è un piccolo film sulla via del cult.