Lunedi 06 Settembre 2010 versione accessibile - solo testo mappa del sito contatti
 HOME PAGE - Cinemedia - Le sale dell'avvenire 
Diminuisci caratteri ingrandisci caratteri Ripristina carattere
   | 
  Facebook  Twitter  Technorati  Delicious  Yahoo Bookmark  Google Bookmark  Microsoft Live  Ok Notizie 
Martedi 19 Maggio 2009
Le sale dell'avvenire
"Importante segmento economico" dice Viganò del circuito Acec. Che festeggia i primi 60 anni e scommette sul futuro
Se ne contano più di mille. Sono tecnologicamente attrezzate, costano di meno e hanno trend economici da sviluppo cinese (nel 2008 quattro milioni di spettatori in più rispetto all'anno precedente). Sono le nuove sale della comunità, le fulgidi eredi dei cinema parrocchiali degli anni'50 che, bandite acquasantiere e giaculatorie, si gettano senza remore nel mercato cinematografico lanciando un'importante sfida al futuro. Strategie e finalità del loro avvenire saranno al centro del VI° Congresso Nazionale dell'Acec (19-21 maggio, Clarhotel Roma), l'Associazione cattolica esercenti cinema che compie quest'anno i suoi primi 60 anni festeggiando a modo suo: nesssuna commemorazione per il passato e sguardo dritto al futuro.
"Sono anni di grande trasformazione delle sale della comunità. - dichiara Mons. Dario E. Vigano, Vice Presidente Vicario dell’ACEC e responsabile del settore cinema e spettacolo della Conferenza Episcopale Italiana - Tra l'altro, esse rivestono un importante segmento economico nello sfruttamento dei film e dei prodotti multimediali, nonché nell'offerta di occupazione con la creazione di cooperative giovanili che programmano e gestiscono le sale radicandosi sempre più sul territorio in accordo con le agenzie educative come scuola e comuni. A proposito di radicamento, segnalo che oltre la metà delle sale ACEC sono presenti in comuni con meno di 10 mila abitanti: tutto questo arresta il processo di desertificazione dei centri cittadini che, in nome dei santuari del consumo nei grandi centri commerciali, producono spazi urbani deserti e facilmente preda della criminalità e delle solitudini".
Vero e proprio indotto economico, nel quale ricadono piccole e grandi iniziative - dagli animatori di cineforum agli educatori delle scuole -, l'Acec ha siglato nel 2007 un importante accordo strategico con Microcinema per dotare le proprie sale della tecnologia di trasmissione digitale: "E' stata la prima sperimentazione di cinema digitale in Italia - conferma Viganò - Ad oggi le sale digitalizzate sono ottanta e questo, oltre a favorire una maggiore varietà nell'offerta cinematografica, consente di proporre, anche in diretta, con la trasmissione via satellite, grandi eventi di spettacolo, come è accaduto con la Traviata di Zeffirelli".
L'innovazione tecnologica è la strada maestra sulla quale l'Acec ha deciso d'immettere il proprio avvenire, sempre più ruotante attorno ai poli della polivalenza e della multimedialità. Proprio per questo, insiste Viganò, "bisogna moltiplicare le sinergie con altre associazioni di cinema, di teatro e musica".
Se tutto questo è già presente, per il futuro, conclude Viganò, bisognerà muoversi verso un più stretto coordinamento tra tutte le associazioni di cinema di area cattolica e volontaristica: "Mi pare ci siano le condizioni perché si possa creare una grande soggetto, significativo sul piano dei numeri, che sappia ridefinire le specifiche competenze che in questi anni, per disagio numerico, si sono estese fino a liquefare la propria specificità".

La redazione

ALTRE DA Cinemedia
Vedi anche:



rassegna stampa
Rassegna Stampa

contiene le parole
è uguale a