Soddisfatto è dir poco. Lo strabiliante successo di
Manuale d'amore 2 ha un sapore particolare per
Giovanni Veronesi: 6.199.674 euro all'esordio in sala, con cui la sua commedia corale con
Verdone,
Scamarcio e
Volo totalizza due volte il parziale de
La ricerca della felicità, apre a più del doppio del precedente capitolo e strappa il secondo debutto di sempre tra i film italiani dopo il
Pinocchio di
Benigni. "Difficile riuscire a condividere il mio entusiasmo - commenta il regista, affidandosi poi a una coloritissima espressione, decisamente sopra le righe -. Godo moltissimo perché i critici avevano bistrattato il film, prendendolo con leggerezza e prevenzione. Il mio era un successo annunciato e a qualcuno deve aver dato fastidio". Più che rivalsa, c'è però rammarico in Veronesi: "Tengo molto alle critiche, ma per aiutare noi registi dovrebbero essere più costruttive. Leggere autorevoli firme del
Messaggero e
Repubblica pensarla in maniera diametralmente opposta, non ha fatto questa volta che confondermi le idee". Più che un fenomeno nuovo si tratta però secondo Veronesi di un antico vizio: "E' sempre la solita storia - dice -. La conferma che da 50 anni a questa parte in Italia non si sappia recensire la commedia. Basti pensare che a farne le spese era stato addirittura
Lo sceicco bianco".
La risposta in sala sembra tuttavia confermare l'impermeabilità del pubblico alle tiepide critiche che avevano preceduto l'uscita del film: "L'elemento interessante di questo risultato - prosegue Veronesi - è che rivela lo straordinario ruolo avuto dal passaparola. La partenza di venerdì era stata esorbitante, ma in due giorni si è più che raddoppiato l'incasso". Il traguardo raggiunto va però oltre ogni aspettativa dello stesso regista: "Pensavo che
Manuale d'amore 2 avrebbe bissato gli incassi del primo film - dice - e che al limite avrebbe portato a casa qualcosa in più. Con gli argomenti toccati e il fatto che si trattasse di un sequel c'era però anche il rischio di perdere terreno". Il segreto di questo successo, spiega ancora Veronesi, è però tutto nella qualità del film: "Questo episodio è due volte più bello del precedente, sia come sceneggiatura, profondità e recitazione, che come regia e qualità complessiva del prodotto". La più grande soddisfazione, conclude, è ora nella risposta del pubblico e lo storico piazzamento alle spalle di
Pinocchio, tra più grandi successi italiani di sempre: "Essere medaglia d'argento dopo Benigni, che ha preso tre Oscar ed è il mio mito, è una lusinga straordinaria. Quando lo scoprirà mia madre, penserà che il figlio è riuscito a combinare qualcosa di buono".